{"id":311,"date":"2012-05-24T11:40:27","date_gmt":"2012-05-24T09:40:27","guid":{"rendered":"http:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=311"},"modified":"2012-05-24T11:40:27","modified_gmt":"2012-05-24T09:40:27","slug":"conspiracion-acrata-una-conversazione-con-il-collettivo-editoriale-di-infierno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=311","title":{"rendered":"Conspiraci\u00f3n \u00c1crata \u2013 Una conversazione con il collettivo editoriale di Infierno"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-size: small\"><em><strong>Una cosa \u00e8 avere delle armi, ben altra \u00e8 essere un gruppo armato&#8230;<\/strong><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\">\u201c<span style=\"font-size: small\"><em><strong>Infierno<\/strong><\/em>\u201d \u00e8 una pubblicazione anarchica per il <em>desmadre<\/em> (sfrenatezza) e la rivolta realizzata da compagni affini di Barcellona, in Catalogna, giunta al suo 5\u00b0 numero. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">Dopo aver stabilito un contatto con essi, abbiamo preso l&#8217;iniziativa di sottoporli ad un breve questionario teso a contribuire all&#8217;attuale dibattito del quale abbiamo parlato nel precedente numero di <em><strong>Conspiraci\u00f3n \u00c1crata<\/strong><\/em>, ma anche con il fine di conoscere meglio com&#8217;\u00e8 la scena anarchica a Barcellona, nello specifico quella insurrezionale o anarchica d&#8217;azione, piuttosto contraria all&#8217;anarchismo che lotta per la legalit\u00e0, la permissivit\u00e0, l&#8217;organizzazione centralista, ecc.; anche perch\u00e9 ultimamente si sono verificate e\/o comunicate alcune azioni in quella parte del mondo. Un&#8217;altra finalit\u00e0 \u00e8 quella di contribuire alla diffusione di pubblicazioni affini alle prospettive insurrezionali. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">Le risposte dei compagni contribuiscono all&#8217;attuale -e doveroso- dibattito all&#8217;interno delle nostre questioni. La loro critica relativa allo scenario messicano visto dal di fuori, che tanto ci interessava conoscere, ci ha fatto tanto riflettere cos\u00ec come le posizioni sulla lotta armata, l&#8217;organizzazione informale e la questione delle sigle. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">Ringraziamo i compagni per essersi presi il tempo da condividere con noi e con i lettori di <em>CA.<\/em> i loro pensieri, prospettive e per averci fatto conoscere il panorama della lotta a Barcellona. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><!--more-->1.- <span style=\"color: #000080\"><em>In primo luogo e per avere un panorama pi\u00f9 esteso: potreste dirci come e perch\u00e9 \u00e8 nata la pubblicazione \u201c<\/em><\/span><span style=\"color: #000080\">Infierno<\/span><span style=\"color: #000080\"><em>\u201d? \u00bfCosa vi ha motivato, quali gli stimoli per realizzare una pubblicazione affine alla distruzione ed al caos? Perch\u00e9 avete scelto questo nome per il giornale?<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Bene, la pubblicazione nasce in un contesto molto particolare. Concretamente, nei primi giorni delle mobilitazioni cittadine note col nome di 15-M. In quei giorni e poco prima delle elezioni municipali (si votava per il governo della citt\u00e0) la piazza principale di Barcellona veniva occupata da migliaia di persone e c&#8217;\u00e8 parso un buon momento per editare una pubblicazione prettamente anarchica e che fosse qualcosa di diverso dai tipici slogan che si appellano al sociale ed alla costruzione di una societ\u00e0 diversa, cose che proliferano in casi del genere. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Era una buona occasione per far avvicinare molta gente a quest&#8217;idea. Gente, scontenta della propria esistenza, che di colpo incominciava a parlare di politica ed a relazionarsi con quella piazza in maniera diversa. Si discutevano idee (che venivano da precedenti pratiche) relative al fatto che l&#8217;esistente non pu\u00f2 esser riformato e che, a nostro avviso, era prioritaria la distruzione del sistema in cui viviamo anche con la violenza, se necessaria (e purtroppo lo \u00e8). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Si trattava di metter per iscritto l&#8217;idea che \u00e8 imprescindibile la rottura della normalit\u00e0, della pace sociale e della mentalit\u00e0 cittadinista e democratica. Certo, non ci siamo riusciti, ma almeno nei primi giorni ci strappavano il giornale dalle mani e ci sono state delle discussioni molto interessanti. Quel che in seguito \u00e8 accaduto con tale movimento \u00e8 notorio: s&#8217;\u00e8 trasformato (se non lo era gi\u00e0 agli inizi) in una deprecabile espressione cittadinista, in difesa del welfare, guidata da universitari piccolo-borghesi e da sette trotzkiste, ma \u00e8 anche vero che in quelle giornate ed al calore delle discussioni sono scaturiti per la gran parte i nuovi gruppi anarchici che oggi si muovono per la citt\u00e0 e la nostra stessa pubblicazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Il nome, come spiegato nel primo editoriale, \u00e8 un piccolo omaggio al comitato \u201cesecutivo\u201d (quello che effettuava le azioni) del gruppo anarco-nichilista russo del finire del XIX secolo: <em>Zemlya i <\/em><em>volya<\/em>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">2.- <em>All&#8217;interno dell&#8217;anarchismo vi sono diverse tendenze, alcune di esse puntano alla coazione di conflitti immediati ed in qualche maniera condannano i suoi seguaci all&#8217;attesa, scegliendo il centralismo tra le altre cose. Questa tendenza la qualifichiamo come \u201cpermissiva\u201d. <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em><span style=\"color: #000080\">L&#8217;altra idea, quella che punta alla distruzione dello Stato\/Capitale presenta delle diversit\u00e0 al suo interno. Alcune tendenze insurrezionali puntano al sociale, ed in tante occasioni hanno messo da parte le proprie prospettive per adottare quelle \u201csociali\u201d. Altre ancora: la tendenza -per dirla in qualche maniera- \u201cinsurrezionale classica\u201d che viene dalla linea teorizzata da Alfredo Bonanno e, inoltre, una altra prospettiva \u00e8 data dalla tendenza anarchica informale, all&#8217;interno della quale si trovano la gran parte dei gruppi d&#8217;azione insurrezionale anarchica, come la <\/span><\/em><span style=\"color: #000080\">FAI-informale<\/span><em><span style=\"color: #000080\">, gruppi ed individualit\u00e0 di liberazione animale, gruppi e individualit\u00e0 anticivilizzazione e persino dei nichilisti rivoluzionari. Questa tendenza punta all&#8217;immediata distruzione dello Stato\/Capitale con tutti i mezzi alla sua portata, inclusi i pacchi bomba e l&#8217;uso di armi ed esplosivi da usare come offensiva diretta e non solo come mera \u201cautodifesa\u201d. In questa tendenza c&#8217;\u00e8 un dibattito che \u00e8 doveroso, anche quando alcuni \u201cgruppi\u201d cerchino di farlo sotto forma di attacco screditando gli sforzi che blog e gruppi d&#8217;azione realizzano. Questo dibattito ruota attorno all&#8217;organizzazione anarchica informale. La questione in cui confluiscono tutte queste prospettive \u00e8 che l&#8217;informalit\u00e0 \u00e8 l&#8217;unica forma -attualmente- accettabile per le prospettive anarchiche, sia per la strategia che per i principi. Qual \u00e8 l&#8217;opinione di <\/span><\/em><span style=\"color: #000080\">Infierno<\/span><em><span style=\"color: #000080\"> sull&#8217;Organizzazione Anarchica Informale o meglio sull&#8217;informalit\u00e0 anarchica?<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Per la pubblicazione, anche se si pone una grande enfasi nelle idee e nelle pratiche insurrezionali, il tema dell&#8217;organizzazione o, meglio, della dicotomia tra organizzazione formale o informale non ha molto senso. Per noi, entrambe le forme organizzative hanno cose interessanti e cose da scartare. Dipende da quel che vuoi fare, per cosa e soprattutto con quanta gente dovrai organizzarti nella maniera pi\u00f9 appropriata. La questione non ci preoccupa affatto, quel che ci preoccupa \u00e8 il tema della uniformit\u00e0 e della creazione di possibili burocrazie nelle organizzazioni. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questo \u00e8 un tema pi\u00f9 evidente nelle organizzazioni formali, ma \u00e8 anche presente (l&#8217;abbiamo visto) in quelle informali, visto che la burocrazia e il decisionismo (cercare un consenso o dover trovare delle decisioni comuni) sono anche una mentalit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di avere incarichi, documentazione interna, fogli intestati e timbrati per avere burocrazia o leaderismo. Per noi, l&#8217;organizzazione informale \u00e8 un qualcosa di naturale, spontaneo tra persone con grande affinit\u00e0 o amicizia (i gruppi di strada, i gruppetti di ragazzini che si uniscono in 3 o 4 nei quartieri ne sono un buon esempio, pur con tutte le differenze) ed \u00e8 molto importante perch\u00e9 toglie la sacralit\u00e0 all&#8217;assemblea ed al momento \u201cliturgico\u201d della presa delle decisioni come momento e spazio fondamentale; mentre uno pu\u00f2 prendere delle decisioni o preparare cose, azioni, pubblicazioni, ecc. sorseggiando una bevanda, camminando o giocando a calcio. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Ma questo ha dei limiti, anche se \u00e8 funzionale per la sicurezza. L&#8217;organizzazione formale ha sicuramente dei gravi limiti, ma dipende. Se si eliminassero degli aspetti della formalit\u00e0 (come il fatto di prendere delle decisioni all&#8217;unanimit\u00e0, avere delle sigle e usarle sempre, avere dei comitati, ecc&#8230; ) allora potrebbe essere interessante, apporta ad un miglior livello di organizzazione maggiormente accettabile da un gran numero di persone. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Per noi, il piccolo gruppo d&#8217;affinit\u00e0 \u00e8 come la base di qualsiasi esperienza organizzativa. Tuttavia, vi sono dei casi in cui il tutto non si pu\u00f2 fermare l\u00ec e bisogna estendere il circolo; ed \u00e8 proprio in questi casi che la \u201cclassica\u201d organizzazione informale ha i suoi seri limiti. In tal senso noi ci rifacciamo all&#8217;organizzazione dei primi gruppi nichilisti che, essendo federati, erano totalmente autonomi nel momento dell&#8217;azione, o alle modalit\u00e0 adottate dalla <em>CCF<\/em> della prima fase (eccetto le sigle ed il culto della propria organizzazione con i riferimenti costanti e gli evviva al proprio collettivo). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Naturalmente non chiudiamo qui il discorso sul modello organizzativo, ricordiamo che ci sono altre forme parallele e compatibili (come la <em>FAI informale<\/em> -uso delle sigle a parte-, o il <em>Grupo Primero de Mayo<\/em> nella Spagna degli anni &#8217;60, embrione di questo tipo di &#8216;organizzazioni&#8217; che pi\u00f9 tardi diede vita alla <em>Angry Brigade<\/em>).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Non ci sembra negativo che delle persone che si avvicinano al mondo della lotta anarchica e che vogliono assumere funzioni pubbliche scelgano una organizzazione formale, sempre che questa sia depurata dagli elementi nocivi che abbiamo elencato. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">3.- <\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Noi sosteniamo ed abbiamo sempre sostenuto che la comunicazione tra affini \u00e8 necessaria, ancor pi\u00f9 quando tra i diversi gruppi -per una ragione strategica- non ci si conosce. Crediamo sia necessario comunicare le azioni, perch\u00e9 esse non parlano da sole. Ma dipende da ciascun gruppo o individualit\u00e0 e dalle idee la determinazione di quanto funzionali siano questi comunicati. Qual \u00e8 la prospettiva di <\/em><\/span><span style=\"color: #000080\">Infierno<\/span><span style=\"color: #000080\"><em> sulla diffusione di comunicati, credete sia producente, che soddisfi gli obiettivi -diciamo- generali dell&#8217;anarchismo, o che corrisponda solo ai bisogni di ciascun gruppo o individualit\u00e0? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em>Infierno<\/em> pensa che ci siano due tipi di \u201ccomunicati\u201d. Uno \u00e8 quello che in maniera schietta annuncia che s&#8217;\u00e8 effettuata tale o talaltra azione, in modo che sia diffusa. E lo consideriamo positivo, in linea di massima, perch\u00e9 incoraggia la gente ad agire, invia forza quando simili azioni sono solidali (es. ci si sente protetti nel sapere che ci sono persone che la pensano pi\u00f9 o meno come te) e diffonde il messaggio che stanno accadendo delle cose, a maggior ragione quando spesso il potere cerca di occultarle per evitarne la probabile propagazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Un altro tipo di comunicato \u00e8 quello che si mette a fornire tutta una serie di spiegazioni, analisi di congiuntura (o persino di struttura) e cerca di far capire l&#8217;azione che vuole comunicare. Questo secondo tipo di comunicati lo vediamo negativo e controproducente per diversi aspetti: innanzitutto per la quantit\u00e0 di informazioni che offre (e qui vorremmo soffermarci un attimo a ricordare che \u00e8 stato proprio questo uno dei motivi della caduta di molte persone nel corso della nostra storia, come nel caso di Ted Kaczinsky); eppoi perch\u00e9 pensiamo che l&#8217;azione debba spiegarsi da sola, in caso contrario si entra nel piano del simbolico e questo \u00e8 un terreno sdrucciolevole e pericoloso. Ci spieghiamo: le persone si muovono, purtroppo e spesso, per simboli. Il potere ha i suoi simboli ed anche noi, rivoluzionari ed insorti, che lo vogliamo o meno abbiamo i nostri. E&#8217; interessante per la guerra sociale abbatterne alcuni ed erigerne altri (entro certi limiti perch\u00e9 non bisogner\u00e0 riprodurre quel che si vuole distruggere). Ma anche il simbolico, l&#8217;interpretabile (indipendentemente dal fatto che tutto in questa vita \u00e8 interpretabile) \u00e8 qualcosa che si recupera facilmente e che pu\u00f2 esser incorporato dal potere nella sua maledetta societ\u00e0 dello spettacolo e divenire un surrogato di quel che \u00e8. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Che in Germania i pischelli indossino magliette della <em>RAF<\/em> o che in Spagna membri del menzionato movimento 15-M, che si proclamano pacifisti, abbiano delle maschere di Guy Fawkes (il personaggio storico recuperato dal protagonista di <em>V per Vendetta<\/em> che si vendicava e lottava contro lo stato con assassinii ed attentati) sono solo una piccola dimostrazione dello sproposito in cui viviamo. Entrare nel mondo del simbolico \u00e8 complesso perch\u00e9 significa entrare in un mondo che ci pu\u00f2 condurre al recupero, al terreno dell&#8217;intellettualismo, della spettacolarit\u00e0 e del vuoto dei contenuti. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dar fuoco ad una banca (indipendentemente dal fatto che sia efficace o meno nella lotta contro il sistema) \u00e8 un&#8217;azione che parla da s\u00e9, cos\u00ec come attaccare una volante. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di parlarne in un comunicato di 12 pagine (spesso con linguaggio magniloquente e militarista). Distruggere una macelleria, per esempio, non si spiega da s\u00e9 (per la liberazione animale? Per l&#8217;adulterazione della carne? Per un motivo religioso o lavorativo? Contro la societ\u00e0 del consumo? Anticivilizzazione o solo per il diritto animale?). Ed allora bisogna spiegarlo, motivarlo e, a meno che la lotta degli autori dell&#8217;attacco sia esclusivamente animalista, porlo in relazione al contesto della lotta e l\u00ec si fornisce informazione e si entra nel simbolico. L&#8217;attacco, a nostro avviso, deve inviare un chiaro messaggio ed esprimere un&#8217;idea, che dev&#8217;essere integrata con la propaganda, anche se la stessa azione \u00e8 propaganda. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">4.- <\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Allo stesso modo che per i comunicati, potremmo dire che la discussione \u00e8 ancor pi\u00f9 tesa sul ricorso alle sigle per firmare i comunicati. Alcuni compagni sostengono che l&#8217;utilizzo delle sigle non sia legalmente strategico nel caso di eventuali arresti, perch\u00e9 se rivendichi un&#8217;azione con un nome gi\u00e0 usato per un&#8217;altra, possono accollarti entrambe le azioni. Si tratta di una tesi che non condividiamo, perch\u00e9 pensiamo che questo dibattito debba partire dalle idee e non dalle limitazioni giuridiche del potere. Ma ci sono altri compagni che sostengono che si pu\u00f2 cadere in possibili avanguardismi o centralismi. Altri ancora vedono che il \u201cgruppo unico\u201d con un nome \u201cunico\u201d sia una maniera di accettare la totale responsabilit\u00e0 delle azioni, evitando cos\u00ec di cadere in posizioni di avanguardia. Quale la vostra lettura sulle sigle, quale potrebbe essere il vostro contributo in questa discussione? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La strategia legale pu\u00f2 essere irrilevante a seconda dei paesi, anche se in alcuni \u00e8 importante prenderla in considerazione In Spagna, per esempio, ti possono applicare la legge antiterrorista per aver firmato diversi attacchi di una certa levatura con lo stesso nome, e stiamo parlando di una delle leggi pi\u00f9 dure d&#8217;Europa che contempla la tortura ed altro ancora. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Non \u00e8 che legalmente sia molto diversa dalle altre, ma il fatto che qui sia stata attiva per oltre 50 anni una banda armata (<em>ETA<\/em>) con pi\u00f9 di un migliaio di morti alle spalle fa s\u00ec che quasi nessuno abbia qualcosa da ridire contro tale legge e che ci si stringa a suo favore (cosa che non accade in altri stati europei). Ma avviene anche che possono arrestare qualcuno, renderlo responsabile di qualsiasi attacco (poco importa se li abbia commessi) e \u201cfabbricargli\u201d un&#8217;organizzazione terrorista. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Quel che noi critichiamo \u00e8 l&#8217;uso \u201cindiscriminato\u201d delle sigle, per qualsiasi fine. Per molto tempo, qui, ha provocato un forte ripudio in un importante settore dell&#8217;anarchismo l&#8217;organizzazione anarcosindacalista <em>CNT-AIT<\/em>, sia per una serie di sfortunate pratiche (indipendentemente dalla nostra opinione sull&#8217;anarcosindacalismo) che per il suo abuso nella auto-referenzialit\u00e0 e l&#8217;uso delle sigle. Si era giunti ad un punto che sembrava si dovesse ringraziarli di esistere, perch\u00e9 tutto quel che di buono c&#8217;era nel mondo era per opera e grazia loro e noi, poveri mortali, eravamo quelli che non erano stati toccati dalla sua maestosa luce. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Adesso accade, spesso e pur se non \u00e8 questa l&#8217;intenzione dei compagni, che leggiamo i comunicati della <em>CCF<\/em> ed anche se sottoscriviamo quasi completamente la parte \u201cideologica\u201d e anche se concordiamo con l&#8217;azione effettuata, di provare la stessa sensazione. Ossia, sembra che ci siano da un lato dei protagonisti della lotta che si battono contro il nemico (con le armi o con altri mezzi) e dall&#8217;altra una serie di spettatori che stanno solo a guardare. E non si ha lo stesso rilievo quando si realizza un&#8217;azione anonima (quale che essa sia) rispetto alla firma di alcune organizzazioni. Cos\u00ec accade che, spesso, delle cose che non sono affatto una novit\u00e0 perch\u00e9 gi\u00e0 sostenute da altri compagni nel passato, ma senza ripercussioni, adesso sono sostenute da compagni che per coraggio e impegno hanno acquisito prestigio. Quelle stesse cose riprese da questi ultimi compagni capovolgono la situazione: se tu adesso non le sostieni passi per essere un povero infelice. E questa dinamica non si pu\u00f2 accettare, perch\u00e9 cos\u00ec si creano delle avanguardie, anche se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;intenzione di farlo, all&#8217;interno del mondo anarchico. Si creano degli status e delle gerarchie. E questa cosa \u00e8 responsabilit\u00e0 di tutti noi, non solo di chi firma in maniera permanente con alcune sigle. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">5.- <em>Alcuni gruppi, cellule e nuclei d&#8217;azione sia in Messico che in Grecia sono inquadrabili all&#8217;interno della logica della \u201cguerriglia urbana\u201d. Anche se sappiamo che il primo manuale di guerriglia urbana \u00e8 stato elaborato da un anarchico esiliato in Uruguay, attualmente e sotto la prospettiva informale noi ne siamo contrari per diverse ragioni. E&#8217; pi\u00f9 che evidente che noi anarchici, allorquando dobbiamo attaccare lo Stato, dobbiamo stare alla larga dal ricorso ad un linguaggio introdotto niente meno che dalle Guerriglie degli anni &#8217;70, che operavano sotto la logica marxista-leninista. Ed al contempo dobbiamo stare alla larga dal cadere in autoritarismi con cariche e gerarchie militari o specializzazioni. <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\"><em>Bisogna anche dire che in molte occasioni i gruppi prendono dalla guerriglia solo alcune questioni strategiche, ben sapendo che si tratta solo di questo, una ulteriore strategia e non un fine in s\u00e9. Il fine in s\u00e9 \u00e8 l&#8217;azione che si concretizza, ma i mezzi<\/em> <em>utilizzati sono solo un mezzo, evitando di cadere nel \u201cculto del fucile\u201d. Per noi anarchici si tratta di una questione di idee e di strategia. <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\"><em>Voi che lettura avete della tradizionale guerriglia urbana e del suo utilizzo come forma di combattimento contro lo Stato\/Capitale? Credete sia necessario restare su tale linea o che bisogna prendere solo ci\u00f2 che \u00e8 strettamente utile per l&#8217;operativit\u00e0 o che, al contrario, bisogna scartarla completamente? Cosa potete dirci in merito? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Noi anarchici dobbiamo scontrarci con il potere attraverso le parole e le azioni. Le azioni possono (a volte devono o dovrebbero, per sfortuna) includere l&#8217;uso delle armi. Parliamo delle armi da fuoco. Per farlo un anarchico dovrebbe esser preparato; cos\u00ec come deve essere preparato per fare un manifesto, parlare in pubblico, fare barricate, ecc&#8230; Di qui ad avere una guerriglia permanente ce ne passa. Una cosa \u00e8 avere delle armi, ben altra \u00e8 esser un gruppo armato. Non sono la stessa cosa. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Sappiamo che una cosa pu\u00f2 condurre all&#8217;altra, perch\u00e9 ci sono dei viaggi di sola andata e se delle persone intraprendono un determinato percorso non c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di ritorno e si giunge a prendere delle decisioni guidate non dal desiderio dei protagonisti, ma da \u201cragioni di stato\u201d (quando, cio\u00e8, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 rimedio). Comunque sia, c&#8217;\u00e8 una grande differenza tra tutto ci\u00f2 e l&#8217;ideazione, in anticipo, di un gruppo che si dedichi esclusivamente a dei conflitti armati. Noi non critichiamo l&#8217;azione armata o l&#8217;uso delle armi per certi fini, ma il percorso col quale si pu\u00f2 giungere a farlo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">6.- <\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Passando ad altre questioni. Abbiamo visto negli strumenti di controinformazione e nelle televisioni mainstream che negli ultimi mesi ci sono state alcune mobilitazioni, con disordini, a Barcellona pi\u00f9 che altro in un ambito \u201csociale\u201d. Concretamente, c&#8217;\u00e8 stato qualche intervento anarchico in queste mobilizzazioni ed, in caso affermativo, in che modo lo scenario anarchico o i nuclei insurrezionali anarchici di Barcellona hanno effettuato questo intervento? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">In primo luogo c&#8217;\u00e8 da dire che a Barcellona a malapena restano dei \u201cnuclei insurrezionali\u201d. E&#8217; un cosa del passato. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che c&#8217;\u00e8 una certa quantit\u00e0 di nuovi anarchici, che son da poco nella lotta, molti dei quali s&#8217;avvicinano abbastanza a dei nuclei insurrezionali, ma essi stessi sono piuttosto \u201csociali\u201d. La sfera dell&#8217;anarchismo \u201cantisociale\u201d (considerabile tale, come \u00e8 giunta ad essere con una serie di impostazioni in Messico o in Cile, per esempio) \u00e8 enormemente ridotta. Attualmente, la gran parte degli anarchici in citt\u00e0 sceglie di farsi coinvolgere in lotte pi\u00f9 \u201csociali\u201d e di inserirsi in spazi come le assemblee di quartiere, con un coordinamento ideologico pi\u00f9 eterogeneo (sempre all&#8217;interno di un certo orientamento libertario, per esempio nessuno far\u00e0 qualcosa con un marxista-leninista). Questo accade in particolare dopo la comparsa del 15-M. Molti partecipano in queste lotte per diversi motivi come: la costruzione di legami con gente tradizionalmente radicalizzata ma lontana dall&#8217;anarchismo (e non necessariamente autoritaria), la radicalizzazione di conflitti esistenti o semplicemente per approfittare di una tensione latente per spezzare la pace sociale, un momento idoneo in cui con le azioni si rende la propaganda pi\u00f9 efficace dal nostro punto di vista (questa \u00e8 la nostra posizione, condivisa con tanti altri compagni). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Il fatto \u00e8 che, tradizionalmente e senza che nessuno vi trovi una spiegazione plausibile, ogni mobilitazione politica (specie se tratta tematiche lavorative o abitative) di una certa levatura termina a Barcellona o in disordini o in una vera e propria battaglia campale che coinvolge migliaia di persone (molte non anarchiche e nemmeno politicizzate). E ogni battaglia campale \u00e8 sempre pi\u00f9 distruttiva, terribile e caotica rispetto alla precedente e sono tante le persone che plaudono a tutto ci\u00f2. Ovviamente, il tutto all&#8217;interno di un contesto catalano-spagnolo, non si tratta affatto della Grecia, n\u00e9 di Oaxaca, n\u00e9 tanto meno della Libia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Da segnalare che qui, e non sappiamo se accade lo stesso in altri luoghi, gli anarchici \u201csociali\u201d si trovano non solo in prima linea in queste lotte, ma le preparano anche; inoltre, nessun compagno si permette (eccezion fatta per alcuni non-compagni che militano in organizzazioni riformiste come la pseudo anarco-sindacalista <em>CGT<\/em>) di dire ad un altro che non si devono fare azioni o provocare disordini, ecc. La differenza fondamentale \u00e8 che gli anarchici \u201csociali\u201d cercano di intervenire nelle lotte popolari all&#8217;interno delle stesse (in molti casi con un certo alone assistenzialista ed evangelizzatore, da parte di diversi tra questi compagni per dirlo in qualche maniera, sempre con rispetto e senza alcun intento di attaccarli), mentre gli \u201cantisociali\u201d (tra parentesi perch\u00e9 non ci sentiamo identificati al cento per cento con queste etichette) preferiscono intervenire dall&#8217;esterno, dando un esempio di lotta dal \u201cdi fuori\u201d (anche qui, a volte con un certo alone evangelizzatore, diciamo la verit\u00e0). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">7.- <\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Ci sono altre pubblicazioni affini alla tendenza insurrezionale anarchica a Barcellona? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Ce n&#8217;\u00e8 una veramente nuova (a partire da questa estate) e si chiama <em>Aversi\u00f3n<\/em> che segue pi\u00f9 una tendenza eco-anarchica insurrezionale, con diverso spazio per la lotta anti-repressione. Non ci risulta che ce ne siano altre in citt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">8.- <em>Attraverso pubblicazioni, video ed incontri con compagni, o dai mezzi informativi, abbiamo saputo che a Barcellona c&#8217;\u00e8 sempre stata una continuit\u00e0 di azione ed intervento anarchico -a livello pubblico o anonimo-, alcune di tali azioni sono state rivendicate nel passato come per esempio un attacco contro il consolato della Danimarca, in solidariet\u00e0 con l&#8217;ex-casa occupata Hungsoms Huset (2007), attacchi contro filiali del BBVA-Bancomer in solidariet\u00e0 con le rivolte di Oaxaca (2006), ma ve ne sono state altre che non sono state rivendicate in quanto tali ma sono state rese pubbliche in qualche maniera. Ad esempio, le azioni incendiarie contro lo sgombero di centri sociali, attacchi contro bancomat e banche, attacchi contro agenzie immobiliari, agenzie di lavoro temporaneo, con l&#8217;incollatura delle serrature di ditte complici dello sperimentazione animale, azioni anch&#8217;esse rivendicate, molto frequente \u00e8 l&#8217;incendio dei contenitori della spazzatura per formare delle barricate spontanee, ed infine azioni solidali con i prigionieri. Inoltre, l&#8217;intervento di nuclei d&#8217;azione in alcune proteste che occasionalmente sfociano in disordini, come la protesta contro lo sgombero del Forat de la Vergonya in cui si elev\u00f2 una barricata dalla quale \u00e8 stata attaccata la polizia autonoma con petardoni e s&#8217;\u00e8 anche attaccato il Macba (museo d&#8217;arte contemporanea) con bombe di vernice, tra le tante azioni.<\/em> <em>Sappiamo anche ci sono state razzie repressive, come quella perpetrata contro i 6 compagni arrestati nel 2005 e condotti alla Audiencia Nacional (<\/em>Procura Nazionale<em>) o gli arresti dei compagni Rub\u00e9n e Ignaci \u201caccusati\u201d di aver attaccato una banca e una ditta della Generalitat (<\/em>governo della comunit\u00e0 autonoma della Catalogna<em>) che si dedica a sfruttare i prigionieri nelle carceri, o il caso noto come 4\u2010F.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\"><em>Potete, quindi, darci una panoramica dell&#8217;azione e dell&#8217;intervento anarchico a Barcellona, cos\u00ec come dei colpi repressivi che avete subito e affrontato. Quale il livello di repressione contro l&#8217;anarchismo? Ci sono gruppi speciali dediti al controllo, detenzione e disarticolazione dello scenario anarchico?*<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Bene, sulla risposta rischiamo di addentrarci molto su alcune cose, ma cercheremo di essere brevi. Nel primo decennio del 2000 ci sono stati diversi gruppi che potremmo definire insurrezionali e che fino al 2006 (pi\u00f9 o meno) hanno realizzato tante azioni del tipo di quelle che avete nominato. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">In seguito, per via della repressione ed un cambio di indirizzo del modo d&#8217;agire antagonista in citt\u00e0, tendente ad un maggiore temporeggiamento col potere, alla critica di queste azioni ed a un certo riformismo che si riversava al sociale con un gran cattivo gusto, salvo eccezioni, questa cosa \u00e8 cambiata. Solo un paio di anni fa sono riprese le azioni di questo genere, in maniera pi\u00f9 estesa. Adesso, da quel che ci risulta, se ne stanno effettuando di meno, ma la ragione \u00e8 da ricercare dall&#8217;aumento delle mobilitazioni sociali e popolari, ed ultimamente \u00e8 frequente che queste terminano in disordini. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Quel che qui accade \u00e8 che azioni del genere non sono esclusive dell&#8217;anarchismo. Settori di squatter, autonomi, marxisti eterodossi e perfino, tempo fa (adesso ne restano pochi), indipendentisti sono stati tradizionalmente propensi ad agire. Anche se bisogna aggiungere che veniamo da epoche di grande pacificazione e moderazione che solo adesso sembra stia per concludersi, proprio per la situazione sociale che vive il paese. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Quanto alla repressione, qui c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;epoca (tra il 1996 ed il 2004, in particolare) in cui abbiamo subito un forte indurimento della politica contro questi gruppi ed azioni. Quel periodo della vita di Barcellona \u00e8 passato alla storia come \u201cera Valdecasas\u201d (Valdecasas era il nome della delegata del governo centrale della Catalogna), in cui i compagni venivano spediti all&#8217;audiencia nacional (con tutta la dose di torture) per qualsiasi cosa. Questo era comune in tutta la Spagna, ma \u00e8 stato pi\u00f9 duro nei Paesi Baschi (ovviamente) e qui. Di fatto, in alcuni luoghi come a Valencia delle persone sono state inviate alla audiencia nacional per aver incollato la serratura di alcune banche. Tutto ci\u00f2 ha frenato abbastanza la lotta, soprattutto perch\u00e9 quasi tutti stavano o in carcere o con processi a carico o ancora sottoposti all&#8217;obbligo delle firme. In seguito, una bonaccia economica ha imborghesito sempre pi\u00f9 la societ\u00e0 ed un cambiamento di governo per uno di sinistra pi\u00f9 permissivo hanno fatto il resto. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Adesso non ci sono casi cos\u00ec gravi come in quel periodo, ma la repressione tocca eccome le persone (specie gli anarchici e gli autonomi, mica fessi quelli del governo) coinvolte nella lotta sociale, con diversi imputati all&#8217;audiencia nacional (ma stavolta senza torture n\u00e9 accuse di terrorismo, perch\u00e9 non reggerebbero e perch\u00e9 si tratta di casi piuttosto mediatici). C&#8217;\u00e8 il caso recentemente archiviato (quello del blocco del parlamento della catalogna della scorsa estate effettuato da oltre 5.000 persone e che \u00e8 terminato due mesi pi\u00f9 tardi con 20 compagni fermati dalla polizia incappucciata, andata a prenderli nelle loro case) e quello di un compagno anarchico (oltre a 2 pseudo-comunisti ed in indipendentista) in carcere per i disordini avvenuti durante l&#8217;ultimo sciopero, quello del 29 marzo. Attualmente le detenzioni non sono pi\u00f9 nello stile di 10 anni fa, collegate al \u201cterrorismo\u201d, ma per \u201cvandalismo teso a sovvertire una turbolenta massa sociale\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Sull&#8217;ultima domanda, s\u00ec. Da 12 anni la Polic\u00eda Nacional (qualcosa di simile alla Polic\u00eda Federal in Messico) ha una sezione specifica che indaga e combatte l&#8217;anarchismo. La repressione, in linea generale, \u00e8 stata affrontata male, con molte divisioni ed azioni non proficue, che hanno comportato maggior repressione per diverse ragioni. Ma stiamo apprendendo, poco a poco. Lo speriamo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">9.-<\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Supponiamo che abbiate una conoscenza dello spettro anarchico insurrezionale -o anarchico d&#8217;azione- del Messico, delle azioni, gli espropri, di alcuni gruppi che si aggiudicano i loro attentati contro il potere, ed altri che preferiscono l&#8217;anonimato o la non rivendicazione, ecc. Qual \u00e8 la visione che tutta questa gamma di azioni ha generato tra gli affini in quella parte del mediterraneo? Come viene valutato o criticato da uno dei paesi del mediterraneo dotato di una forte storia dell&#8217;anarchismo in tutti i suoi ambiti, incluso questo, e soprattutto da quello dell&#8217;azione? <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Considerando che l&#8217;orbita ideologica all&#8217;interno dell&#8217;anarchismo si sta muovendo per altri sentieri e che in citt\u00e0 c&#8217;\u00e8, generalmente, un certo eurocentrismo che rasenta l&#8217;irrispettoso, la nostra percezione \u00e8 che tutta quella gamma di azioni e di lotte qui viene vissuta con una certa indifferenza (quando addirittura non se ne sa proprio nulla di quel che accade da voi). Di fatto, purtroppo, tra i pochi commenti in merito abbondano dei giudizi spregiativi, del tipo \u201cma quella gente \u00e8 folle\u201d, o la comprensione-paternalista \u201c\u00e8 che il Messico \u00e8 un paese molto violento\u201d, rispetto ad un vero interesse per questo argomento. E&#8217; una merda, ma \u00e8 cos\u00ec. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Se prendiamo in considerazione che tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fortemente influenzato da una serie di discussioni e polemiche che ci son parse infantili (dal di fuori sembrava di assistere ad una sfida sul chi fosse pi\u00f9 anticivilizzatore ed eco-anarchico) e persino prepotenti qualificando chiunque non condividesse idee e azioni come un riformista o sinistro, anche se anarchico e partecipe di azioni armate. Tutto ci\u00f2 ha contribuito ancor pi\u00f9 a non destare molto interesse. Anche lo scambio di polemiche via internet con alcuni gruppi europei o le accuse di certi siti autoritari contro alcuni anarchici ha fatto s\u00ec che il panorama anarchico in Messico non venga considerato come rilevante, nonostante la gran quantit\u00e0 di attacchi che si stanno verificando ed il coraggio dei compagni che le effettuano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Purtroppo, possiamo dire con rammarico che, a volte a ragione (per le polemiche di cui sopra) ed altre senza alcun motivo, da queste parti (almeno da quel che ci risulta) non viene preso troppo sul serio l&#8217;anarchismo insurrezionale in Messico. Ma, a dire il vero, non viene preso sul serio nessun altro posto che non sia la Grecia, quindi non prendetevela a titolo personale. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: #000080\">10.- <\/span><span style=\"color: #000080\"><em>Qualcosa che volete aggiungere, con tutta la libert\u00e0 per farlo?<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Siccome ci siamo gi\u00e0 dilungati con l&#8217;intervista, non ci resta altro che felicitarvi per l&#8217;iniziativa, per la pubblicazione che editate (anche se qui non viene percepita, a noi piace e serve da ispirazione) e dare il coraggio e l&#8217;appoggio ai compagni del Messico che stanno mantenendo viva la fiamma dell&#8217;insurrezione, giocandosi spesso la vita e la libert\u00e0 per farlo. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Crediamo che l&#8217;anarchismo in Messico abbia avuto un salto qualitativo e quantitativo piuttosto importante e questo \u00e8 qualcosa che, discrepanze a parte, merita tutto il nostro rispetto. Pi\u00f9 in l\u00e0 di alcuni dimostrazioni solidali a livello economico che sono venute fuori da Barcellona per il sostegno ai prigionieri, ci piacerebbe far qualcosa in pi\u00f9 per sostenere la lotta che state portando avanti e che ci sembra importante supportare. Speriamo di poterne, in un futuro non molto lontano, essere all&#8217;altezza.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Un forte a caloroso abbraccio anarchico dal mediterraneo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Non potranno fermarci. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">______________________<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-size: small\">Note:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">*. Questa domanda l&#8217;abbiamo fatta perch\u00e9 in realt\u00e0 non si sa molto di questa regione della Catalogna, o almeno in comparazione a quel che si conosce di Grecia, Italia, Cile o Messico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa \u00e8 avere delle armi, ben altra \u00e8 essere un gruppo armato&#8230; \u201cInfierno\u201d \u00e8 una pubblicazione anarchica per il desmadre (sfrenatezza) e la rivolta realizzata da compagni affini di Barcellona, in Catalogna, giunta al suo 5\u00b0 numero. 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