{"id":185,"date":"2012-03-08T21:46:02","date_gmt":"2012-03-08T20:46:02","guid":{"rendered":"http:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=185"},"modified":"2012-03-08T21:46:02","modified_gmt":"2012-03-08T20:46:02","slug":"bruno-filippi-arte-libera-di-uno-spirito-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=185","title":{"rendered":"Bruno Filippi &#8211; Arte libera di uno spirito libero."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small\">Falange di tisici cronici pi\u00f9 moralmente che fisicamente, microcefali, zoppi, gobbi, ciechi, visi orrendi, scolpiti dal vizio, dalla sifilide, dall\u2019alcool.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Bocche sdentate, gialle, bavose, a che vomitate contro me orrendi improperi?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Tutto l\u2019odio che vi gorgoglia nella strozza, che vi fa colare due rivoletti di bava agli angoli della bocca, non mi smuove dalla mia indifferenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Scuotete pur le pugna avvezze a rivoltar letame! E voi donne insultatemi pure, voi nel cui grembo si perpetua il dolore umano. Siete tutti vili, vili! Esseri spregievoli, degni della frusta! Rettili striscianti in cerca di uno sporco tozzo di pane, cani che leccate la mano di chi vi batte! Ed \u00e8 per voi, proprio per voi che dovrei insorgere?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Per voi, per i vostri figli e le vostre madri?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Carogne imputridite nella rassegnazione, mummie tarlate di una societ\u00e0 in decadenza, voi vi ingannate. Io non dar\u00f2 la pi\u00f9 piccola goccia di sangue per la vostra causa, non sacrificher\u00f2 neanche una sigaretta per voi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Continuate nella vostra discesa nel fango. Man mano che voi scenderete, io salir\u00f2. Io godr\u00f2 nel vedere la degenerazione che si fa strada entro voi, godo, godo&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Giorno per giorno la fronte vi diviene sfuggente, la bocca patibolare. Giorno per giorno le stimmate della putrefazione avanzata si scorgono sotto la pelle giallastra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">E io rido, rido!&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Che gioia assistere allo sfacelo di un mondo, vedere dovunque sangue, cadaveri, putredine!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Mentre e borghesia e popolo s\u2019ingannano a vicenda e a vicenda si sgozzano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Io assisto esilarato per tutto questo affannarsi senza scopo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">L\u00e0 un Kaiser, qui un Wilson ecc&#8230;., e dappertutto popoli che si lamentano e non insorgono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Nel fango, rettili!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Io non voglio unirmi alla coorte dei cortigiani del proletariato, che essi scusano, incensano, ornano di lauri. No, o egregi parolai, la vostra verve non maschera nulla. Il popolo \u00e8 sempre l\u00ec, idiota, vigliacco, rassegnato. Ed io che mi sento superiore, voglio esserlo, e la mia sar\u00e0 una superiorit\u00e0 che pagheranno e borghesia e proletariato. Languite nella fame, negli stenti, vegetate, bestialmente fecondando uteri in un pullulare di rampolli cenciosi, sudici, scrofolosi, rachitici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Forza! Alzate in coro il vostro lamento vigliacco! Dite che avete fame. Stendete la mano di fronte alla vetrina colma di gioielli. Fate, fate! Lamentatevi della guerra, mentre siete voi i suoi autori e i continuatori perch\u00e8 la sopportate! Ma io fuggo il vostro putridume che vorrebbe insozzarmi. Superbamente solo, rompo le catene che mi avvincono a voi, e mi separo dal gregge dei cani rognosi sommessi al pastore. Solo vagher\u00f2 per il mondo portando ovunque il mio odio e il mio disprezzo. Solo nella lotta. Solo nella vittoria, e solo nella sconfitta. Le mie idee saranno il veleno che deve finire per intossicarvi e voi tremerete davanti a me come davanti al Re, al supremo!&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">E intanto rido alla vostra ridda grottesca e sanguinosa, rido tanto che non vedo pi\u00f9 nessuno e mi pare che l\u2019umanit\u00e0 sia una immensa piaga cancrenosa che continuamente sgorga marciume denso e puzzolente. E questa piaga si muove, si agita, si copre di croste che poi scompaiono per poi dar posto a un altro sgorgo di materia puzzolente&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">E io rido, rido!&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><!--more-->*<br \/>\nVecchissimi ruderi di un sentimentalismo ormai tramontato, a che v\u2019ostinate nel vostro muffoso ideale? Non udite la vita che rombando incalza ed insegna?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Finora assorti in un placido sogno di pace, in un avvenire lucente, combatteste cos\u00ec, cogli occhi spersi nella vostra illusione. Ma ora poniamo un problema e voi dovete avere il coraggio di affrontarlo e discuterlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Vi poniamo il problema <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>dell\u2019essere o non essere<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Finora il vostro sogno fu l\u2019altruismo, il sacrificio per l\u2019umanit\u00e0, per l\u2019avvenire. E cos\u00ec voi sacrificaste tutto il vostro essere in questa inversione intellettuale. Che vi deve importare dell\u2019avvenire? Che vi deve importare il progresso del popolo? Poich\u00e9 voi che vi dite anarchici, siete sicuri d\u2019ingaggiare una battaglia per voi, gi\u00e0 persa a priori, perch\u00e8 voi non vedrete certo una societ\u00e0 come la sognate, e se anche il popolo si ribeller\u00e0 le condizioni sociali per voi non possono cambiare, e la vostra ribellione dovr\u00e0 continuare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Quindi a che pro scendere tra una massa che non pu\u00f2 seguirvi poich\u00e8 le sue condizioni sono tali da rendervi inintelligibili presso loro? Se voi siete ingegni ribelli come dite di essere, non dovete sostituire all\u2019abnegazione cristiana, all\u2019asservimento patriottico, l\u2019altruismo dell\u2019anarchico che si sacrifica per un avvenire che non vedr\u00e0, e per della gente che non vi segue. Dovete riconoscere che nati in una societ\u00e0 per noi perniciosa, noi ribelli siamo in realt\u00e0 i maggiori schiavi. Schiavi dell\u2019evoluzione noi permettiamo che per mezzo del nostro sacrificio l\u2019umanit\u00e0 faccia un piccolo passo. E questo almeno bastasse; ma visto che il progresso \u00e8 <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>incessante<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> e quindi <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>inutile<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, ch\u00e8 la societ\u00e0 raggiunta la forma sociale da noi propugnata non potr\u00e0 l\u00ec fermarsi, ma bisogner\u00e0 che proceda verso uno scopo che oggi non possiamo assolutamente neanche immaginare, cos\u00ec bisogna convenire che questo nostro affannarsi \u00e8 assolutamente senza scopo. Cos\u00ec noi osserviamo che le pi\u00f9 forti e migliori energie d\u2019ogni epoca sono sfruttate da questa immensa piovra che \u00e8 l\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Socrate, Cristo, Bruno e un\u2019immensa coorte di grandi pensatori sono stati le vittime di questo moto ascendente, dannoso per chi lo aiuta e inutile per chi lo subisce. Poich\u00e8 \u00e8 naturale che gli schiavi di Roma essendo nati in quell\u2019epoca erano contenti della loro condizione come i salariati d\u2019oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Contentezza, intendiamoci, relativa, formata di rassegnazione, vilt\u00e0, ignoranza, ecc. ecc. Difetti che la massa avr\u00e0 sempre in minore o maggior dose perch\u00e8 gli aggruppamenti sono sempre inferiori agli individui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">I popoli sono conservatori: si contentano della societ\u00e0 che trovano. Le minoranze sono novatrici invece e si ribellano quindi. La massa col suo peso bruto frena l\u2019azione rivoluzionaria e la subisce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Si abitua al nuovo stato di cose, vi si imputridisce finch\u00e8 una nuova volta la minoranza si ribella.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Ed \u00e8 per tutto questo gioco di equilibrio che io devo soffrire? Io che ho forza e coscienza per essere motore di me stesso, non voglio essere la piccola rotellina che viene dai pesanti ingranaggi sociali travolta, annichilita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Ribelle, perch\u00e8 oggi la societ\u00e0 m\u2019opprime e vuole impedire la libera espansione del mio essere, io adopero tutte le armi per combattere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Ribelle contro la massa che anch\u2019essa mi \u00e8 nemica con le superstizioni, morale, degradazione, ecc. Pure contro la massa combatto. Solo in lotta per la MIA redenzione, per la MIA libert\u00e0, per il MIO presente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Di tutto il resto me ne infischio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Trionfi il prete, mieta l\u2019alcool, massacri il governo, non me ne importa perch\u00e8 non mi tocca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">IO solo il mio IO difendo dagli attacchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">E se nella lotta disuguale io cadr\u00f2, certo non solo, avr\u00f2 la sublime soddisfazione di essere insorto contro un mondo e di averlo battuto, se non materialmente, intellettualmente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Perch\u00e8 studiosi, scienziati, poeti, romanzieri, pittori, davanti a me il vostro genio non vale. Voi siete un riflesso della vita, io sono l\u2019essenza. E certo sentirete in cuore il dolore atroce del veder crollare i rettorici castelli, e malgrado tutto continuate a sostenerli per misoneismo. E del resto fate bene. Voi siete nati per strisciare, io volo. Per voi il fango, per me le vette. Per voi il pavido annichilimento, per me la sublimazione dell\u2019essere. E certo se la vita \u00e8 dei pi\u00f9 forti, io l\u2019avr\u00f2. Per poco; ma l\u2019avr\u00f2. La prender\u00f2 a forza e a forza le toglier\u00f2 il bene e il godimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">E voi, parodie, ombre di uomini; continuate nella vostra marcia nel buio. Sulla mia via splende la luce. Voi avete paura di essere: ecco la verit\u00e0. L\u2019uomo vero v\u2019intimorisce. La realt\u00e0 malgrado il vostro retoricume vi spaventa. E sognate, sognate. Io vivo. Voi non siete; io sono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Ho risolto il problema. Urlatemi dietro&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\n\u00abVorrei sdraiarmi su un soffice odoroso letto di rose&#8230;\u00bb \u00abGuarda alle spine\u00bb mi gridano \u00abE che me ne importa? Poich\u00e8 nella vita le spine non mancano, preferisco quelle delle rose che col dolore danno la gioia.\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\nE sta bene. Voi leggendo potrete dire che la mia \u00e8 prosa pazzesca, anormale; come, pazzesche e anormali avete chiamate le mie azioni. Ma il vostro giudizio non mi interessa affatto n\u00e8 io lo sollecito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Voglio solo, per un indefinibile sentimento, che i cervelli superiori sappiano il perch\u00e8 io mi slanciai nel buio, voglio che la mercenaria penna avversaria non possa coprire il mio nome col pattume che \u00e8 nel loro bagaglio. Io solo sono il reporter di me stesso: sfuggo gli intermediari che potrebbero, in buona o in mala fede, deformare le mie idee. E poich\u00e8 probabilmente io non potr\u00f2 manifestarle, desidero che dopo la mia scomparsa si sappia come io abbia deciso questa lotta alla societ\u00e0. Affido quindi questi pensieri a una persona che ignora il mio progetto e che lo render\u00e0 noto quando il sipario sar\u00e0 calato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\n\u00c8 la nebulosit\u00e0 dell\u2019universo che gi\u00e0 con le sue tristi brume mi attrista? \u00c8 un\u2019oscura fatalit\u00e0 che mi minaccia? Io non so qual sia il movente di questa malinconia che su me si abbatte dilettandosi a torturarmi, strappandomi tutto quello che io mi illudo di amare e di credere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Oh! la gioconda fede dei tempi trascorsi quando lietamente combattevo la buona battaglia per l\u2019Idea, senza timori, senza dubbi! Ora invece tutto mi appare vano; per ogni dove scorgo l\u2019oscurit\u00e0 densa e inscrutabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Tutto, tutto ho distrutto, ed ora sono rimasto solo coi miei pensieri tristi e di tutto e di tutti dubitando. E sento questa necessit\u00e0 di espandere l\u2019animo mio su questa nuda carta che non ha fremiti all\u2019apprendere la bufera che mi tormenta. Chi legger\u00e0 queste righe? Forse nessuno. Resteranno ignorate come ignoto \u00e8 per chi conosce l\u2019affannoso mio pensare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\n<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Stasera come al solito, stavo leggendo, quando un passo della lettura mi colp\u00ec vivamente ed io allora per riflettere cessai dal leggere. Stavo appunto cogitabondo, quando volgendo distrattamente lo sguardo per la camera vidi, anzi <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>mi vidi<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> seduto sul letto. Non io, ma pure ero io, perch\u00e8 era assolutamente come me. Stupito guardavo in silenzio e anch\u2019esso, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>l\u2019altro io<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, mi guardava; ma con un certo risolino ironico.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">\u00abChi sei?\u00bb gli domandai. \u00abLa tua ombra\u00bb, mi rispose. \u00abSono venuta qu\u00ec per discutere un po\u2019!\u00bb \u00abE discutiamo\u00bb, dissi, allettato da una cos\u00ec straordinaria avventura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">\u00abBene: perch\u00e8 sei anarchico?\u00bb \u00abMa, perch\u00e8 oggigiorno siamo sfruttati, calpestati dai dominatori\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">\u00abRettorica, rettorica caro mio. Senti: tu sei anarchico, e non sai neanche tu il perch\u00e8. Io ho sempre visto questo: che in qualunque societ\u00e0 ci sono stati degli innovatori che finirono sul rogo, in croce, ecc. ecc&#8230;. Quindi questi novatori con tutti i loro sogni e i loro sacrifici fecero un buco nell\u2019acqua, perch\u00e8 \u00e8 fatale che qualsiasi rinnovamento precorso da un individuo qualsiasi, accada molto tempo dopo la morte del medesimo. E cos\u00ec accadr\u00e0 di voialtri anarchici. Voi morrete senza vedere attuato nulla del vostro ideale, e le generazioni che verranno dopo di voi, viventi magari in regime anarchico, aneleranno un Ideale pi\u00f9 alto e per questo morranno alla loro volta senza nulla ottenere. \u00c8 un circolo vizioso, un eterno rincorrersi&#8230;.\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\nMai come oggi le tenebre mi avvolsero. Ed accade difatti che dopo esser vissuto per qualche ora circondato dal tepore del sole, quando questo si eclissa un subito brivido di freddo ci scuote la persona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il freddo mi \u00e8 entrato nell\u2019animo che sogna un avvenire di tepore e che lo vede lontanissimo o, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>come mi disse uno, quasi irraggiungibile<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Come sono tristi queste parole. Dite alla rondine che volta alla ricerca della primavera che essa non la raggiunger\u00e0 mai; la vedrete piegare le ali smarrita, sconfortata. Io non desisto, non piego. Chi sa che quell\u2019albeggiare lontano non possa raggiungerlo; chi sa?&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Il mio spirito \u00e8 arido come un deserto, i miei occhi ardono come per febbre. E mi pare che ad ogni tratto qualche cosa si spezzi dentro di me con uno schianto lugubre. Chi, chi potrebbe descrivere ci\u00f2 che sento? Non posso farlo neppur io. A momenti sento la mia anima allargarsi, espandersi lieta, fiduciosa: E poi d\u2019un tratto raggrinzarsi subito, con un acutissimo dolore. Che m\u2019importa del mondo, degli uomini? Io non vedo pi\u00f9 nessuno. I miei occhi vedono solo una cosa, un albeggiare lontano&#8230; Tutto il resto \u00e8 tenebra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">La natura che ride m\u2019irrita poich\u00e8 stride coi miei pensieri dolorosi e par che quasi mi beffeggi. Vorrei che il cielo fosse tetro, lampeggiante come me in questi momenti. Come il naufrago che si vede intorno la desolata vastit\u00e0 del mare e trema della solitudine funesta, e spia l\u2019orizzonte per vedere se una vela amica si mostri, io pure, smarrito in un\u2019immensit\u00e0 paurosa, mi sento solo, dolorosamente solo. Ma non mi lascier\u00f2 vincere dai flutti. Solcher\u00f2 il mare colle mie braccia vigorose alla ricerca, viatore stancabile ed ardito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>Fluctuat in porto<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Il motto latino mi sprona, ed io come il nocchiero fisso il faro che lontano lontano rompe la nebbia col suo fascio di luce. Ed io voglio raggiungere quella luce. Voglio, voglio! Non vi saranno ostacoli che me lo impediranno, n\u00e8 scogli, n\u00e8 infuriare di libecci. Io sar\u00f2 forte, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>io arriver\u00f2<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Come le carovane arabe s\u2019accingono alla traversata del Sahara e guatan l\u2019immensit\u00e0 sabbiosa che dovranno attraversare, con l\u2019ansia di restar per via, e vanno, vanno, vanno, sotto le vampe del sole, fra l\u2019infuriar del simum, assetati, affamati, stanchi, accanto ai gibbosi cammelli che allargano le nari per rubare un po\u2019 di frescura all\u2019aria secca, con la visione fissa assillante di una snella candida moschea d\u2019onde il muezzin saluta la Mecca alla sera, di una cittadina fresca dove riposare, cos\u00ec pure io vado, vado, vado con una visione unica negli occhi. Instancabile procedo, con la gola serrata e con tutta una tempesta in me. Se ci\u00f2 che sento si potesse tramutare in vento, io passerei come una bufera devastatrice distruggendo tutto sotto i miei soffi violenti. E vado, e vado. L\u2019anima geme, le palpebre mi si serrano; sento un bisogno di pace, di riposo, una lusinga a restare cos\u00ec sulla sabbia, svanire, scomparire sotto il sole, ritornare nel nulla. Verrebbero gli sciacalli e farebbero festino del mio corpo, lasciando solo biancheggiante il mio scheletro, come una muta ironia alla vita. Ma io insorgo, uccido il germe di pace e proseguo. Arriver\u00f2 perch\u00e8 voglio. E se non arrivassi? Allora il deserto s\u2019impadronirebbe di me.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\nSono ammalato dello stesso male di Nietzsche e mi dispiace confessare di avere qualche cosa di comune con uno di questo o dell\u2019altro mondo. Sono irrequieto, nevrastenico. Alle tempia ho un ferreo cerchio che mi stritola il cranio, e gli occhi stanchi di sogni mi martellano nelle occhiaie gonfie e sanguigne. Sono destinato a passare ramingo come una invisibile meteora traverso questo mondo. Appunto perch\u00e8 superiore dovr\u00f2 vuotare tutto il calice dei dolori e dello sconforto senza che la gioia mi allieti. Ma l\u2019aspra ebrezza di libare al calice dei dolori \u00e8 un superbo godimento che solo chi sfida incurante la sorte, solo a chi da s\u00e8 stesso con le proprie mani si straccia a brandelli l\u2019anima \u00e8 dato degustare. Anch\u2019io talvolta agogno s\u00ec l\u2019altro calice, quello della gioia, per bagnarvi le mie labbra avide, ma esso fugg\u00ec ed ora giorno per giorno si fa pi\u00f9 spaventoso il baratro che mi divide dagli altri. Chi verr\u00e0 a me? Chi avr\u00e0 il coraggio di sorvolare la voragine per udire le mie verit\u00e0, per sperdere un poco la mia tristezza? Chi?&#8230; Ieri nel colmo della mia stanchezza mi giunse una cartolina da una ignota. Tre viole che con la gaiezza del pensiero e del simbolo mi rallegrarono un po\u2019: dodici parole che mi fecero sognare piacevolmente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Ringrazio l\u2019ignota del suo pensiero e della sua misteriosit\u00e0 che mi permise di slanciarmi di volo sul cavallo alato della chimera. Ignota gentile, dove sei? Forse nell\u2019Andalusia passionale, o nella gaia Francia? Chi sa? Chi sa che il raggio di luce sia ella, l\u2019ignota!&#8230; No, impossibile. Intorno a me grava la tenebra fitta, paurosa. Io non penso, non parlo, ma desidero il sole, la luce&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\nVagabondo per la vorace citt\u00e0 mi immergo nel fragore della vita per uccidere un germe di melanconia che si fa strada entro me. Erro senza m\u00e8ta ed osservo l\u2019incessante via vai, il succedersi continuo di fisonomie stereotipate ed indifferenti. Passan donne sgargianti e in tutte le loro movenze e i loro atti pi\u00f9 semplici vedi lo sforzo, l\u2019ostentazione, lo scopo unico di stuzzicare il desiderio. E l\u2019uomo si ferma, segue con lo sguardo cupido le figurine chiassose e procaci ed esclama il commento triviale. Ecco uno stuolo di ricoverati, insaccati malamente in abiti mal fatti, procedono, guidati da un prete tozzo e volgare. Poveri bimbi! cresciuti nella bigotteria, nell\u2019ambiente corrotto del collegio, sono i rassegnati, gli iloti di domani. Vedo una chiesa. Un grosso parroco discorre con delle beghine che lo ascoltano compunte e attente, e il pretonzolo agita le mani pelose e sguscia gli occhietti lanciando occhiate oblique. Il ben pasciuto all\u2019ombra del tempio bugiardo sente inquietarsi l\u2019urlo del lavoro e della miseria, che pare aleggi sulla grande citt\u00e0. \u00abSignore, la carit\u00e0\u00bb si lamenta un essere cencioso e sporco&#8230;. \u00abSignore, la carit\u00e0&#8230;.\u00bb E la folla procede indifferente pensando alla minestra della sera, all\u2019osteria, al gioco delle boccie. E il richiamo del mendicante continuando noioso e implacabile, mi trafigge le tempie, mi martella il cervello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Allungo il passo, sono nella zona borghese. Carrozze, automobili, servitori gallonati, dai visi idioti, aprono portiere, fanno inchini. Vedo donne imbellettate, profumate, ganimedi attillati, coi guanti gialli, la caramella, il bastoncino, la coccarda tricolore. Si urta, si confonde questa gente: parla di pranzi, ballerine. Sale un profumo nauseabondo che mi prende alla gola e mi soffoca. Ma quasi affascinato rimango, sento il fruscio delle sete, il ciangottare delle gentildonne. Da un caff\u00e8 sortono a ondate le note di un inno patriottico: un mutilato vicino a me, appoggiato alle gruccie, guarda stupito la fiumana incessante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Fuggo. Vo per vie solitarie semibuie: sbocco in piazze, in vicoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Fanciulli stracciati, sporchi, donne gravide, uomini neri di fumo e puzzolenti di cicca. Spazzatura, fango. Case umide, sgretolate, pisciate sui canti, osterie piene di avventori urlanti e briachi. Ecco dei soldati: a passo pesante, cadenzato, sudati, polverosi, rughe sulla fronte, e schiena curva. Esce la gente, guarda, commenta, compassiona e poi ritorna a bere, a urlare, a cantare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Fuggo sempre. Veggo sulle cantonate gli annunci di varie operette, di vari caff\u00e8 chantants: sento un crocchio di giovanotti che discorre di fot-bal, di ciclismo. Povera umanit\u00e0 che sorge!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Lascio le vie, mi interno per prati, voglio dimenticare, sognare. Una figura sorge da un gruppo d\u2019alberi e mi si avvicina. Sento una tanfata di vino colpirmi l\u2019olfatto. \u00abVieni, mi darai trenta centesimi!\u00bb<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\nHo sognato un mondo in fiamme roteante nell\u2019infinito e lanciare bolidi infocati e scintille per gli spazi siderei.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\n<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ho un dio come gli altri: ma esso \u00e8 senza <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>d<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><br \/>\n* <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Decadenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Come enormi arieti, diverse razze oggi si cozzano, ognuno volendo la supremazia sulle altre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">La romantica latinit\u00e0, la mercantile albione, contro l\u2019imperativa Germania, mentre a rimorchio vengon le nazioncelle balcaniche col bagaglio pittoresco dei loro costumi orientali arretrati. E sull\u2019orizzonte fiammeggia la Russia, che entra in una nuova fase della sua vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Dall\u2019oriente le civilt\u00e0 rinnovate e ringagliardite da novelle energie, spiano a settentrione ove si sente buon odor di cadavere, e que\u2019 piccoli figli del sole, attendono di poter qu\u00ec riversare la sovrabbondante popolazione in una rinnovata espansione di civilt\u00e0 asiatica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Eppure questo spettacolo, questo spreco folle di energie, questa lotta accanita per la vita, non mi rivela nessuno slancio di forza vera e cosciente. Io vedo solo un immenso sfasciarsi, un diroccare di castelli, un mortale spingersi di popoli, mentre la terra indifferente apre il seno per accogliere tutta quella giovane carne che la feconder\u00e0. Questo magnificamente terribile decadimento avviene al lume titanico di un incendio colossale, adeguato al ruinare di questa civilt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Cos\u00ec io vedo questo immenso aggrovigliarsi di uomini, vedo mieter dall\u2019alcool, dalla tisi, dal cannone: vedo storpi, scrofolosi, acefali, delinquenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Letteratura, arte, scienze, tutto supplisce l\u2019influsso di questa mostruosa discesa. Tutto il mondo \u00e8 un pullulare solo di marciume che sale, sale e invade tutto e tutto inghiotte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">L\u2019umanit\u00e0 si crede alta. Parla di eroismi, di progresso e non s\u2019accorge di essere ulcerata. Il baratro \u00e8 l\u00ec spalancato ed essa vi cade cantando, urlando, rissando, col suo dio, la sua patria, la sua civilt\u00e0 assassina, la sua degenerazione elegante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Tutto cade, tutto crolla. Morale muffosa, filosofie greppajole e bugiarde, rettoricorume antiquato, non salvano la situazione. Il male \u00e8 avanzato e non s\u2019impedisce pi\u00f9 ormai. I lecchezzi che adornano il vecchio edificio sono divenuti il nido di microbi che inquinano. Ormai tutto \u00e8 condannato a sparire schiacciato sotto il cumolo enorme di vecchiume. La storia chiude questa fase curiosa, che diede lo spettacolo incomprensibile di supinit\u00e0 nei suoi membri devoti a una ridda di vari fantasmi inesistenti, e che fece vedere il ridicolo continuo costruire per poi distruggere, il continuo paziente, soffrire della moltitudine e il gavazzare di pochi, tutto un insieme di vigliaccheria, inversione, nefandezze che vi vogliono far passare per azioni eroiche, tutta una mentalit\u00e0 rinsecchita che loro dicono geniale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Cos\u00ec ha fine questa et\u00e0. Ben vada. Al cospetto di tante rovine, novello Nerone canto sul disastro, godo nel vederlo, poich\u00e8 su queste rovine. edificher\u00f2 il <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>mio<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> edificio, la <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>mia<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> civilt\u00e0, il <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>mio<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> mondo. Perci\u00f2 canto&#8230;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">*<br \/>\n\u00abLUI\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Era un rebus vivente quell\u2019imbecille! Non si sapeva mai che cosa avesse nella calotta cranica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Brutto, con una capigliatura assalonnica, pareva un Rasputine che avesse fatto un bagno. Due occhi chiari senza lampi che in certi momenti soffiavano un vento gelido.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Del resto se volete conoscerlo, andate sotto la galleria. Vedrete una gran sciarpa di lana con sopra un cappellaccio. \u00c8 lui. Fermatelo, salutatelo. Anche se non vi conosce non si meraviglier\u00e0 di vedervi. Offritegli delle sigarette (che altrimenti ve le chiede lui!) e benignamente discorrer\u00e0 con voi. Se poi gli pagate una bottiglia di sangue di giuda, allora qualche paradosso vi compenser\u00e0 del disturbo. Ma non illudetevi di conoscere la sua idea. Egli in un quarto d\u2019ora sar\u00e0 anarchico, borghese, autocrate, occultista, futurista, ecc. ecc. Vi romper\u00e0 i timpani con parole corredate da lui, vi prender\u00e0 maledettamente in giro, con l\u2019aria di parlarvi seriamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">E non offendetevi, perch\u00e8 del resto in quel momento egli prover\u00e0 una grande tenerezza per voi. \u00c8 capace perfino di baciarvi. \u00c8 maledettamente nevrastenico. Se lo vedete ammutolire e fumare rabbiosamente non riuscirete a cavargli di bocca che frasi inconcludenti. In questo istante desidera due persone, una che \u00e8 la pi\u00f9 desiderata non v\u2019interessa saperlo, l\u2019altra la sua cara mummietta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Se la trova, se la prende sotto il braccio e se ne va.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Che strage allora!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Sono capaci di rompere vetri alle case, tentare di far deviare i tranvais, sputare sul pastrano ai vecchietti&#8230;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\">Cose dell\u2019altro mondo, vi dico&#8230;. mascalzoni meravigliosi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Questo \u00e8 \u00ab<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>Lui<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u00bb<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>!<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>____________________<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><em>da: <\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>\u201cSCRITTI POSTUMI DI BRUNO FILIPPI\u201d editi a cura della Rivista \u201cICONOCLASTA\u201d &#8211; Pistoia Tipografia F.lli Ciattini 1920\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Falange di tisici cronici pi\u00f9 moralmente che fisicamente, microcefali, zoppi, gobbi, ciechi, visi orrendi, scolpiti dal vizio, dalla sifilide, dall\u2019alcool. Bocche sdentate, gialle, bavose, a che vomitate contro me orrendi improperi? 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