{"id":148,"date":"2012-01-14T17:55:29","date_gmt":"2012-01-14T16:55:29","guid":{"rendered":"http:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=148"},"modified":"2012-01-14T17:55:29","modified_gmt":"2012-01-14T16:55:29","slug":"it-es-cile-comunicato-delle-columnas-antagonicas-incendiarias","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=148","title":{"rendered":"(it-es) Cile &#8211; Comunicato delle Columnas Antag\u00f3nicas Incendiarias"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><strong>Rivendicazione dell&#8217;attacco contro BancoEstado<\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><em>&#8211;<\/em><\/span><span style=\"color: #ff0000\"><span style=\"font-size: small\"><em>azione effettuata nella notte tra il 31 maggio ed il 1 giugno 2011, a Santiago del Cile<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><em>&#8211;<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em>dalla versione in inglese <\/em><\/span><span style=\"color: #000080\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"https:\/\/waronsociety.noblogs.org\/?p=2572\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: small\"><em>waronsociety<\/em><\/span><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em>traduzione in italiano: <span style=\"color: #198a8a\">cenere(at)inventati.org<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em>Nota di <span style=\"color: #000080\">War on Society<\/span> : Presentiamo questo importante comunicato del Giugno 2011 soprattutto per l&#8217;analisi esemplare riguardo a dei temi, anche perch\u00e9 la<span style=\"color: #ff0000\"> CCF<\/span> ha risposto ad esso nel suo testo <span style=\"color: #008080\">Fuoco e Polvere nera<\/span> e perch\u00e9 esso viene citato in un altro comunicato che stiamo traducendo.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\">* * *<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">I)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La qualificazione degli attacchi \u00e8 necessaria considerando che la logica dello stato aumenta e si perfeziona con la stessa rapidit\u00e0 della tecnologia che consente, praticamente, l&#8217;intero attuale apparato sociale di dominio e controllo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La societ\u00e0, come origine primaria di una buona parte delle attuali peggiori situazioni umane, non solo preoccupa riguardo alla sua posizione come condizione per il sostenimento dell&#8217;esistenza dell&#8217;umanit\u00e0, ma anche perch\u00e9 si \u00e8 incaricata di violare le coscienze degli individui cosi come delle collettivit\u00e0 con l&#8217;idea che essa (la societ\u00e0) sia necessaria per lo sviluppo della piena condizione umana \u2013 che \u00e8 la libert\u00e0 individuale e collettiva.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La sopravvalutazione del \u201csociale\u201d ha fatto si che tutti i riferimenti al \u201cnaturale*\u201d siano assurdi per definizione, non solo nel senso di qualcosa distante dalla realt\u00e0 presente, ma anche qualcosa di opposto alla societ\u00e0 stessa. Ecco perch\u00e9 l&#8217;anarchismo con una prospettiva insurrezionalista si pone in una posizione antisociale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><!--more-->Senza una vera critica dell&#8217;INTERO esistente, non possiamo decidere di esistere pienamente.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La negazione dell&#8217;esistente (per esempio la societ\u00e0) ha come suo risultato l&#8217;affermazione della nostra individualit\u00e0, integrit\u00e0 e libera associazione, preparata per tutto ci\u00f2 che la coscienza di ognuno dica di fare e lieta di agire cosi come premono le proprie passioni, senza giudici oltre che se stessi. In questo senso, le nostre coscienze sono ci\u00f2 che si forma nel campo della pratica tramite i mezzi delle azioni che negano lo stabilito, il dato, il precostituito, l&#8217;esistente&#8230; che \u00e8 : societ\u00e0, stato, famiglia, lavoro salariato, e molto altro. La vita libera \u00e8 ci\u00f2 che cerchiamo ai confini di questa stessa negazione, come controparte assoluta della distruzione della macchina del tutto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Il progresso, che \u00e8 ci\u00f2 che da completa unit\u00e0 all&#8217;intero flusso della storia dalla modernit\u00e0, \u00e8 il pi\u00f9 grande mito che governa le coscienze individuali e collettive. Dai marxisti che credono nelle verit\u00e0 assolute e complete, agli anarchici che ammettono che il mezzo pi\u00f9 rapido per ottenere la rivoluzione sia l&#8217;internazionalizzazione delle idee di libert\u00e0 nella coscienza collettiva \u2013 che \u00e8 la stessa cosa che il capitalismo fa con l&#8217;idea di \u201ccompetenza\u201d, ma con un altro significato \u2013 tutti accettano, forse senza capirlo, l&#8217;idea del progresso. Infatti, non solo bisogna respingere l&#8217;idea di progresso nel suo senso pi\u00f9 rudimentale \u2013 che \u00e8 l&#8217;idea di un progresso materiale come nello sviluppo tecnologico \u2013 si deve anche rifiutare l&#8217;idea di progresso come sviluppo di alcune idee nella coscienza umana. Conseguentemente la critica vale anche per l&#8217;altro lato \u2013 che \u00e8 la nozione di capitalismo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; importante capire che il capitalismo e tutto ci\u00f2 che esso comporta non avanza n\u00e9 progredisce, visto che esso \u00e8 gi\u00e0 completamente realizzato, installato e mediato in tutte le relazioni sociali che accettano, implicitamente o esplicitamente, la logica del mercato, del vincere o perdere, della verit\u00e0 o della falsit\u00e0, del benefit o del danno. In questo senso, il capitalismo non progredisce (n\u00e9 si trasforma in qualcosa di \u201cmigliore\u201d), ma semmai aumenta, visto che \u00e8 gi\u00e0 una parte forzata della realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questo (ad esempio la realt\u00e0) \u00e8 ci\u00f2 che, attraverso la sua complessificazione, diventa ancora pi\u00f9 sparso, multiforme, e ancora pi\u00f9 difficile da individuare, analizzare, combattere e contrattaccato. La qualificazione dell&#8217;attacco \u00e8 una necessaria risposta all&#8217;aumento della logica del capitalismo nel campo delle relazioni sociali. Far saltare tutto non \u00e8 far saltare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto saltare, \u00e8 far saltare le complesse strutture sociali che sono determinate dal commercio e dal suo flusso, e che a loro volto legittimano la stessa struttura sociale. E&#8217; un circolo vizioso nel quale una cosa sostiene l&#8217;altra. Non si capisce il capitalismo senza la gente che lo supporta, e non si capisce la gente che lo legittima senza il capitalismo che determina le loro forme. Infatti, attaccare fisicamente le istituzioni del capitale non \u00e8 attaccare dei simboli, \u00e8 attaccare la stessa struttura della realt\u00e0 che determina il campo delle relazioni sociali, in breve, \u00e8 svalutare la legittimit\u00e0 del capitalismo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; ovvio che ci\u00f2 non \u00e8 casuale, come a dire attaccare una banca \u2013 attaccare una banca \u00e8 attaccare la realt\u00e0 che essa determina, e far saltare il circolo vizioso nel quale le presenti relazioni sociali poggiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questo scenario chiaramente non lascia spazio, o almeno non uno spazio rilevante, alla logica della \u201cprotesta\u201d in senso storico\/marxista di termini e pratiche, che richiede un comportamento, correlato ad una situazione, nel quale ci\u00f2 che si cerca \u00e8 la propagazione di una posizione ideologica che \u00e8 preformata, preconfigurata, e- soprattutto- preragionata dall&#8217;avanguardia intellettuale infallibile della gente organizzata. Nella quale non c&#8217;\u00e8 semplicemente spazio per la coscienza individuale, n\u00e9 pi\u00f9 o meno per il dissenso collettivo, visto che questo tipo di comportamento conduce alle \u201cvere verit\u00e0\u201d di una persona pi\u00f9 intelligente rispetto all&#8217;individuo comune della povera gente sfruttata, cosi vittime e stupidi che non capiscono cosa passa sotto al loro naso. Dicono che chi ti ama ti picchia, ma considerare ingenue le persone, inconsapevoli e anche \u201caddormentate\u201d vale a dire che l&#8217;amore \u00e8 come mandare qualcuno dallo psichiatra. Una condizione che si aspetta la gente che illusoriamente sogna \u201crivolte popolari\u201d e un simile crepitare messianico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">II)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; a questo punto che le situazioni si intrecciano, le proteste diventano piattaforme, il posto che occupano i soggetti che credono di contribuire democraticamente allo sviluppo della loro societ\u00e0 civilizzata, trasformando le dimostrazioni di piazza in semplici momenti di concentrazione di corpi senza iniziativa, gruppi che seguono solo i loro leader nello stesso modo in cui il gregge segue il pastore, condannando tutte le azioni che rompono il loro schema. Sono questi spazi\/situazioni che molte volte vengono approvati da individui e\/o soggetti che scelgono di organizzare collettivamente, con un punto di vista critico, al fine di attaccare le entit\u00e0 di potere con tutto ci\u00f2 che hanno in mano. Mentre questo tipo di azione \u00e8 importante, soprattutto per lasciare la prova che esiste un antagonismo al sistema, consideriamo tuttavia che quelli che rimangono imbrigliati in queste azioni servono solo come un altro ingranaggio del sistema, un sistema che necessita della sua \u201copposizione\u201d per confermare la propria esistenza e anche per criminalizzare quelli che gli si oppongono. Con ci\u00f2 non cerchiamo di profetizzare, n\u00e9 di guidare il modo di convogliare lo scontento, ma piuttosto di identificare quelle dimostrazioni che non cercano di espandersi nella vita quotidiana, al fine di criticarle e di non divenire sottomessi ad esse.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; a questo punto che vediamo che il modo pi\u00f9 ideale di manifestare il nostro scontento \u00e8 l&#8217;ATTACCO, non solo in mere espressioni nelle manifestazioni, dove si supplica per riformare il sistema, noi non ci aspettiamo la minima risposta dal sistema, noi non vogliamo miglioramenti in esso, noi rifiutiamo pienamente tutto ci\u00f2 che che esso ci possa offrire. E&#8217; per questo motivo che consideriamo l&#8217;attacco, in una forma concreta e non in un modo simbolico o retorico, come opzione contro il potere e le entit\u00e0 che esso mette a disposizione della popolazione, come sabotare una banca, espropriare un negozio, bruciare i prodotti che ci offrono in casse di vetro, attaccare i protettori degli interessi del potere e attaccare il potere stesso, queste cose comportano immediate conseguenze negative per la societ\u00e0 globalizzata all&#8217;interno della quale siamo inclusi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Questa \u00e8 la posizione che abbiamo preso nella guerra in cui siamo coinvolti; crediamo che il processo maturativo dell&#8217;analisi contestuale dia peso all&#8217;ATTACCO come scelta migliore dinnanzi all&#8217;assalto furioso e repressivo del potere. Vale a dire, esso risponde ad una \u201clettura\u201d o interpretazione della realt\u00e0 e delle sue circostanze. Siamo pienamente consapevoli che questa scelta ha come effetto collaterale un aumento qualitativo delle nostre capacit\u00e0, tanto per i gruppi quanti per gli individui, che essi sabotino, o pianifichino, dissuadano, ecc.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; a questo punto \u2013 la stessa qualificazione degli attacchi, insieme all&#8217;evidente complessificazione dei componenti scientifico-tecnologici nel funzionamento strutturale del commercio della societ\u00e0 \u2013 che un aumento nella modalit\u00e0 dell&#8217;attacco diventa necessario, sia negli obiettivi da colpire, o nei posti e situazioni per agire. Vale a dire che, in aggiunta alle periodiche azioni incendiarie nei campus universitari (quelle che hanno un carattere d&#8217;attacco e non marce hippie) e al collocamento di dispositivi esplosivi nei bancomat (che in nessun modo vogliamo svalutare), la natura degli attacchi si moltiplica costantemente e in modo versatile, trasformandosi in nuovi prodotti che possono essere rubati al mercato, utili nella produzione di dispositivi distruttivi, e\/o concentrandosi su nuovi obiettivi che arrivano insieme agli sviluppo tecnologici. Ci\u00f2 che rivela l&#8217;ampia gamma di luoghi \u00e8 che con un minimo di sicurezza e pianificazione, possono esserci obiettivi di sabotaggio che sono sicuri e veloci per quelli che li attaccano, e che dunque non richiedono alta esposizione o rischi come invece in posti eccessivamente \u201cfrequentati\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Al fine di sviluppare questa qualificazione degli attacchi non fa male condividere, attraverso mezzi sicuri e affidabili, esperienze di questo tipo e contribuire alla discussione che aiuta a generare variet\u00e0 e creativit\u00e0 nelle forme dell&#8217;attacco al dominio. Dunque impedendo la ripetitivit\u00e0 che pu\u00f2 essere anticipata dagli apparati repressivi, impedendo anche di cadere nella monotonia come conseguenza della stagnazione nella comprensione delle condizioni socio-politiche, avendo cosi a portata di mano la proliferazione di distruzione e sabotaggio ad ogni angolo della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Quanto detto richiede ovviamente l&#8217;adatta comprensione e prospettiva antagonista rispetto all&#8217;ordine sociale, noi svalutiamo comportamenti a met\u00e0 che utilizzano un discorso negativo ma che non sviluppano una critica autonoma nella pratica.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">III)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Non \u00e8 solo la tecnologia che consente l&#8217;approfondimento patogeno delle forme di controllo, ma piuttosto il fatto che tutto ci\u00f2, senza una legittimit\u00e0 mediata tramite la societ\u00e0, sia semplicemente impossibile.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Riguardo ad eventi recenti, nei quali diverse individualit\u00e0 liberamente associate (<em><strong>Individualidades tendiendo a lo salvaje<\/strong><\/em>) hanno attaccato le istituzioni dell&#8217;educazione superiore, soprattutto facolt\u00e0 coinvolte nella ricerca nanotecnologica, diventa necessario affilare la lama della critica verso le giganti industrie che giocano a manipolare la vita.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Crediamo che lottare sia la conseguenza delle nostre posizioni contro le forme di vita che sono imposte dal potere e legittimate dalle masse, e ci\u00f2 nel ritorno continuo all&#8217;azione diretta che esiste come unica possibilit\u00e0 per riprendere davvero le nostre vite. Agiamo senza limiti, senza rimorso e pentimento. Non si pu\u00f2 distruggere l&#8217;esistente semplicemente con le pretese di farlo. Queste pretese sono le classiche posizioni della lotta di classe. I compagni messicani hanno fatto l&#8217;analogia che noi stessi abbiamo in mente, ovvero la seguente:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-size: small\"><em>Gli illuminati o i predicatori sono i \u201crivoluzionari\u201d, sostenuti dalla fede che \u00e8 la cieca fiducia che un giorno la \u201crivoluzione\u201d arriver\u00e0; i discepoli sono i \u201cpotenziali rivoluzionari\u201d; i crociati e le missioni portano la parola nei circoli di gente coinvolte in lotte ecologiste o anarchiche (dove possono trovare \u201cpotenziali rivoluzionari\u201d; e gli atei o le sette sono quelli che non credono nei loro dogmi, n\u00e9 accettano le loro idee come coerenti con la realt\u00e0<\/em>.\u201d (23 Maggio 2011)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">I rivoluzionari sono gli unici che hanno maggiormente creduto a questa storia. La vecchia storia che il futuro sar\u00e0 migliore, che stiamo andando verso un domani migliore, che presto o tardi esso arriver\u00e0. Niente di pi\u00f9 distante dalla realt\u00e0. Una domanda basilare rispetto a ci\u00f2 potrebbe essere: Cosa vi fa pensare che il futuro sar\u00e0 migliore? E ancora: C&#8217;\u00e8 qualcosa di concreto che vi spinge a pensarlo? Farsi delle domande in primo luogo \u00e8 fondamentale per chiedersi qualsiasi altra cosa. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 cieco di chi non vuole vedere. In questo senso, crediamo che sia necessario per i compagni della <em><strong>Cospirazione delle Cellule di Fuoco<\/strong><\/em>, dichiarare in che modo si considerano \u201crivoluzionari\u201d, e in che senso la loro organizzazione (che \u00e8 completamente rispettabile e dignitosa) si definisce \u201corganizzazione rivoluzionaria\u201d. Pi\u00f9 concretamente, cosa significhi per loro \u201crivoluzione\u201d. Noi non crediamo nella rivoluzione, ma crediamo che tutte le azioni debbano essere accompagnate da un forte contenuto politico, e che il contenuto politico debba essere solidamente esposto. Le azioni non parlano da sole, come hanno detto molti compagni ovunque. E quindi \u00e8 necessario prendere parte agli appelli di solidariet\u00e0 internazionale, che le reti di informazione non siano segmentate. Tramite il dialogo tra compagni affiliamo la critica contro l&#8217;intero esistente, mai con il potere, n\u00e9 con la classe politica, n\u00e9 con il riformismo, n\u00e9 ancora meno con le masse che condannano tutto ci\u00f2 che non \u00e8 relativo alla pace sociale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Parlando di ci\u00f2, la critica \u00e8 morta se non \u00e8 accompagnata dal pi\u00f9 dolce dei nettari: l&#8217;azione diretta. E&#8217; ci\u00f2 che contraddistingue una rottura essenziale tra i falsi critici e gli insorti consapevoli che si sono lanciati nell&#8217;abisso del nulla in cerca di domande, non risposte. Dissenso eterno, la cui fonte \u00e8 l&#8217;infinitezza della condizione umana, non \u00e8 altro che la sola risposta alla domanda : Cosa vogliamo? Questo \u00e8 il senso nel quale gli insorti prendono consapevolezza della loro condizione infinitamente infame che risponde al nulla, che gravita verso il nulla pi\u00f9 di se stessi. Noi non abbiamo risposte alle domande che ciascuno si pone, non sappiamo dove stiamo andando, ma abbiamo chiaro da dove veniamo, e su ci\u00f2 e da che lato stiamo. SEMPRE dalla parte di quelle persone che sono concrete e non pentite nelle loro decisioni, SEMPRE nel cammino dello scontro, e MAI con i timidi che cercano di soddisfare i loro ego con delle pseudo-posizioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Le masse, la gente, la cittadinanza, la societ\u00e0 civile, il genere umano, la moltitudine, gli sfruttati, le pecore. Tutti nomi per una stessa cosa: \u201ccodardi\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Con quanto detto non intendiamo instaurare nulla, n\u00e9 una forma unica di condotta, tanto meno l&#8217;illuminazione delle coscienze. Ma piuttosto esporre semplicemente il punto di vista di distinte individualit\u00e0, e dare sfumature alle sempre fertili discussioni nell&#8217;intensificazione della critica e dell&#8217;offensiva contro il prestabilito. Visto che noi siamo quelli che sparano i colpi pi\u00f9 accurati, n\u00e9 i pi\u00f9 coraggiosi, n\u00e9 pretendiamo di esserlo. In questa maniera rivendichiamo l&#8217;attacco compiuto contro la filiale del Banco Estado di <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Estaci<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">\u00f3n <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Central<\/span>, situato all&#8217;incrocio tra Alameda e Ecuador.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dopo, nella mattinata del 1 Giugno abbiamo saputo cos&#8217;\u00e8 successo al compagno Luciano&#8230; le seguenti (non uniche) parole sono per lui:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Tortuga, tu sei stato capace di trovare le pi\u00f9 difficili conclusioni che esistono, ti sei confrontato con i pi\u00f9 difficili paradigmi per una persona, e nonostante tutto ci\u00f2 sei riuscito a vivere con valore le conseguenze delle tue decisioni, decisioni che ti hanno portato a trasportare quel cargo quella notte.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dobbiamo dire che quando abbiamo saputo del tuo \u201cincidente\u201d, un giorno dopo aver illuminato la notte con quei bancomat, \u00e8 stata la comprensione pi\u00f9 difficile che potevamo avere, immaginare quei secondi interminabili che hai affrontato in quella strada ci ha lacerato l&#8217;anima; grande \u00e8 stato il colpo che abbiamo ricevuto nel vedere con che velocit\u00e0 la stampa ha diffuso la tua immagine senza alcuna considerazione, apparentemente senza pensare alle conseguenze che ci\u00f2 avrebbe avuto per i tuoi amici e la tua famiglia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Se solo il timer avesse ritardato un po&#8217; di pi\u00f9, noi non saremmo in questa situazione, ci sarebbe un altro colpo contro gli imbroglioni, gli usurai, ma non \u00e8 cosi, piuttosto la tua condizione fisica \u00e8 stata gravemente attaccata, come quelli vicino a te che ora sono molto tormentati dagli agenti del potere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dal nostro punto di vista, e aperto alla critica, ti vogliamo libero, anche se ci\u00f2 significa che tu smetta di respirare \u2013 non diciamo morto perch\u00e9 tu non morirai mai, tu sarai sempre dalla nostra parte nel colpire ci\u00f2 che odiamo- questo \u00e8 ci\u00f2 che ognuno di noi vorrebbe se avessimo qualche incidente. Non vogliamo che qualcuno sia il capro espiatorio del potere, siamo liberi e vogliamo morire liberi, che \u00e8 perch\u00e9 scegliamo il cammino pi\u00f9 difficile, il cammino della guerra contro il prestabilito. Tra le tenebre e la distanza, portiamo il tuo impeto nei nostri cuori.<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Mauricio Morales e Lambros Foundas vivono in ogni cuore insorto.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Libert\u00e0 per i prigionieri della CCF in Grecia e ai compagni prigionieri del \u201ccaso bombas\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Solidariet\u00e0 con il compagno Theofilos Mavropoulos, che \u00e8 caduto con dignit\u00e0 nelle grinfie del potere durante uno scontro con i poliziotti, e la solidariet\u00e0 non \u00e8 solo una parola scritta per gli anarchici.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><strong>Diego Rios, Gabriela Curilem, compagno di Theofilos Mavropoulos e compagno di Tortuga : CHE POSSIATE ESSERE SEMPRE FUGGITIVI!!!<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Forza a tutti coloro che sono prigionieri nelle gabbie del potere in qualsiasi parte del mondo, che il fuoco di questa notte raggiunga le vostre celle. Nessuno viene dimenticato!<\/span><\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><strong><span style=\"color: #ff0000\"><span style=\"font-size: small\"><em>Columnas Antag\u00f3nicas Incendiarias<\/em><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-size: small\">* letteralmente \u201cselvaggio\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">___________________________________________<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: small\"><strong>$hile &#8211; Reivindicaci\u00f3n del ataque incendiario a sucursal del BancoEstado en Santiago, $hile<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\"><em>por <\/em><strong><span style=\"color: #ff0000\"><em>Columnas Antag\u00f3nicas Incendiarias<\/em><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-size: small\">Comunicado:<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: small\">1.- La cualificaci\u00f3n de los ataques es necesaria tomando en cuenta que las l\u00f3gicas estatales se agudizan y perfeccionan con la rapidez misma de la tecnolog\u00eda que hace posible, en lo pr\u00e1ctico, todo el aparataje de dominaci\u00f3n y control de las sociedades actuales.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La sociedad, como origen primero de una buena parte de las m\u00e1s peyorativas situaciones humanas actuales, no solo se ha preocupado de posicionarse como condici\u00f3n sustancial a la existencia de la humanidad, sino que tambi\u00e9n se ha encargado de violar las conciencias, tanto individuales como colectivas, con la idea de que ella es necesaria para el desarrollo de la condici\u00f3n humana plena, es decir, la libertad individual y colectiva. La sobrevaloraci\u00f3n de \u201clo social\u201d ha provocado que toda referencia a \u201clo salvaje\u201d sea por definici\u00f3n un absurdo, no s\u00f3lo en el sentido de ser algo lejano a la realidad actual, sino que tambi\u00e9n por contraposici\u00f3n a la sociedad misma. Por ello mismo, es que el anarquismo desde la perspectiva insurrecionalista se plantea en la posici\u00f3n antisocial. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: small\">Sin una cr\u00edtica verdadera a TODO lo existente, no podemos optar a existir en un sentido \u00edntegro.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">La negaci\u00f3n de lo existente (la sociedad) da como resultado la afirmaci\u00f3n de nuestras individualidades, \u00edntegras y libreasociadas, dispuestas a todo lo que sus propias conciencias les dicten a hacer, y gustosas de actuar seg\u00fan sus pasiones les impulsen, sin mayores jueces que ellas mismas. En este sentido, son nuestras conciencias las que se configuran en el campo de lo pr\u00e1ctico por medio de acciones que niegan aquello establecido, lo dado, lo preformado, lo existente\u2026 es decir: la sociedad, el Estado, la familia, el trabajo asalariado, entre muchos otros. <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">La vida liberada es la que buscamos en los extremos de la negaci\u00f3n misma, como contrapartidas absolutas de la m\u00e1quina aplastante del todo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">El progreso, como aquello que le da completa unidad a todo el flujo de la historia desde la modernidad, es el mayor de los mitos que gobierna a las conciencias individuales y colectivas. Desde marxistas que creen en verdades absolutas y completas, hasta anarquistas que admiten que el medio m\u00e1s expedito para alcanzar la revoluci\u00f3n es la internalizaci\u00f3n de las ideas de libertad en el consciente colectivo, es decir, lo mismo que hace el capitalismo con la idea de \u201ccompetencia\u201d, pero con otra significaci\u00f3n, aceptan, quiz\u00e1s sin advertirlo, la idea de progreso. Por ello, no solo hay que desde\u00f1ar la idea de progreso en su sentido m\u00e1s rudimentario, es decir, la idea del progreso material en tanto avance tecnol\u00f3gico, sino que tambi\u00e9n la idea de progreso como avance de unas ciertas ideas en las conciencias humanas. En consecuencia con ello, la cr\u00edtica tambi\u00e9n va para el otro lado, es decir, a la noci\u00f3n de capitalismo.<br \/>\nEs importante advertir que el capitalismo y todo lo que \u00e9l implica no avanza ni progresa, pues ya est\u00e1 completamente posicionado, instalado y mediando toda relaci\u00f3n social que acepte, impl\u00edcita o expl\u00edcitamente, las l\u00f3gicas del mercado, del ganar o perder, del verdadero o falso, del beneficio o da\u00f1o. En ese sentido el capitalismo no progresa (ni se transforma hacia algo \u201cmejor\u201d), sino que se agudiza, dado que ya es parte forzosa de la realidad.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Esta misma, la realidad, es aquella que por medio de su complejizaci\u00f3n se vuelve m\u00e1s dispersa, poliforme, y por ende m\u00e1s dif\u00edcil de detectar, analizar, combatir y pugnar. <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">La cualificaci\u00f3n del ataque es una respuesta necesaria a la agudizaci\u00f3n de las l\u00f3gicas del capitalismo en el campo de las relaciones sociales.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\"> Reventarlo todo, no es reventar todo lo que se pueda reventar f\u00e1cticamente, es reventar las complejas estructuras sociales que est\u00e1n determinadas por la mercanc\u00eda y su flujo, y que a su vez se legitiman en la misma estructura social. Es un c\u00edrculo vicioso, en el que una cosa sustenta a la otra. No se entiende el capitalismo sin el pueblo que lo avala y no se entiende el pueblo que lo legitima sin el capitalismo que determina sus formas. Por ello, <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">atacar f\u00edsicamente a las instituciones del capital no es atacar a s\u00edmbolos, es atacar a la estructura misma de la realidad, que determina el campo de las relaciones sociales, en definitiva, es des-fundamentar la legitimaci\u00f3n del capitalismo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Es una apuesta que no es azarosa, como atacar un banco, pues atacar un banco es atacar la realidad que \u00e9l determina, y reventar el c\u00edrculo vicioso en que se basan las relaciones sociales actuales. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Este escenario claramente no deja lugar, relevante al menos, para las l\u00f3gicas de la \u201cprotesta\u201d en el sentido hist\u00f3rico\/marxista del t\u00e9rmino y pr\u00e1ctica, las cuales reivindican una postura, frente a una coyuntura, en donde se busca la propagaci\u00f3n de una posici\u00f3n ideol\u00f3gica pre-formada, pre-configurada, y lo que es m\u00e1s importante a\u00fan, pre-Razonada por la nunca mal ponderada vanguardia intelectual del pueblo organizado. En donde simplemente no hay lugar para la conciencia individual, ni mucho menos para disentir colectivamente, ya que una postura como esta realza las \u201cverdades verdaderas\u201d de una persona mucho m\u00e1s inteligente que el com\u00fan del pobre pueblo explotado tan v\u00edctima y tan est\u00fapido que no se da cuenta de lo que pasa frente a sus narices. El que te quiere te aporrea dicen, pero tratar de ingenuos, inconscientes y hasta de \u201cdormidos\u201d al pueblo que dicen amar es como para mandarlos al psiquiatra. Una condici\u00f3n esperable de personas que sue\u00f1an ilusamente en \u201clevantamientos populares\u201d y cuanta ch\u00e1chara mesi\u00e1nica af\u00edn hay.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">2- Es en este punto donde se entrelazan situaciones, las protestas se transforman en plataformas, el lugar que ocupan los sujetos que creen aportar de manera democr\u00e1tica al desarrollo de su sociedad civilizada, transformando las manifestaciones callejeras en meras caminatas o concentraciones de cuerpos carentes de iniciativa, grupos que s\u00f3lo siguen a su l\u00edder, de la misma forma como el reba\u00f1o sigue al pastor, condenando todo acto que rompa su esquema. Son estos espacio\/situaciones, que muchas veces son aprovechados por individualidades y\/o sujetos que escogen organizarse de manera colectiva, con un punto de vista cr\u00edtico, para atacar a las entidades del poder con todo lo que tengan a mano. Si bien este tipo de acciones son importantes, en gran medida para dejar en evidencia que existe un antagonista al sistema, consideramos, sin embargo, que aquellos que se quedan estancados en este tipo de acciones, s\u00f3lo sirven como un engranaje m\u00e1s del sistema, sistema que necesita de su \u201coposici\u00f3n\u201d para validar su propia existencia, como tambi\u00e9n criminalizar a quien se le opone. Con lo planteado no buscamos profetizar, ni guiar las formas de focalizar el descontento, pero si identificar aquellas demostraciones que no buscan expandirse en la cotidianidad de la vida, para criticarlas y no incurrir en ellas.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Es en este punto donde vemos que la manera m\u00e1s id\u00f3nea de manifestar nuestro descontento es el ATAQUE, no basta con la mera expresi\u00f3n en manifestaciones, donde se mendigan reformas al sistema, nosotrxs no esperamos ni la m\u00e1s m\u00ednima respuesta del sistema, no queremos mejoras en \u00e9ste, rechazamos de plano todo lo que nos pueda ofrecer. <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">Es por esta raz\u00f3n que vemos el ataque, en una forma concreta y no de forma simb\u00f3lica o ret\u00f3rica, como opci\u00f3n contra el poder y las entidades que \u00e9ste pone a disposici\u00f3n de la poblaci\u00f3n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\">, ya que inhabilitar un banco, saquear una tienda, quemar los productos que se nos ofrecen en vitrinas, atacar a los protectores de los intereses del poder y al poder en s\u00ed, trae consecuencias negativas inmediatas a la sociedad globalizada en las que nos vemos insertos.<br \/>\nEsta es la posici\u00f3n que hemos tomado en la guerra en la que estamos envueltxs, creemos que <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">el proceso madurativo del an\u00e1lisis contextual, da por inercia al ATAQUE como la mejor opci\u00f3n, ante los embates represivos del poder<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\">. Es decir, responde a una \u201clectura\u201d o interpretaci\u00f3n de la realidad y sus circunstancias. Tenemos pleno conocimiento que esta opci\u00f3n tiene por causalidad un crecimiento cualitativo de nuestras capacidades, tanto grupales como individuales, ya sean de sabotaje, disuasi\u00f3n, planificaci\u00f3n, etc.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Es en este punto, la cualificaci\u00f3n misma de los ataques, sumado a la evidente complejizaci\u00f3n de los componentes cient\u00edfico-tecnol\u00f3gicos incorporados al funcionamiento de la estructura de la sociedad de mercado, que <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">se hace necesaria una ampliaci\u00f3n en el modo de ataque, ya sea en los objetivos a embestir, en los lugares y situaciones donde actuar<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\">. Es decir que adem\u00e1s de las ya recurrentes acciones incendiarias en las casas universitarias y poblaciones (las que tienen un car\u00e1cter de ataque y no de marcha hippi), o de las colocaciones de artefactos explosivos en cajeros (que de ning\u00fan modo se pretenden desestimar), se multiplique la naturaleza de los ataques constante y vers\u00e1tilmente, recurriendo a nuevos productos que se puedan robar al mercado, \u00fatiles en la fabricaci\u00f3n de artilugios da\u00f1inos, y\/o fij\u00e1ndose en nuevos objetivos que surgen con los mism\u00edsimos desarrollos tecnol\u00f3gicos. Lo que revela la amplia gama de lugares que con una m\u00ednima seguridad y planificaci\u00f3n, pueden ser objetivos de sabotajes seguros y r\u00e1pidos para quienes los ataquen, y que por tanto no necesitan una exposici\u00f3n o riesgo mayor como el que se da en lugares demasiado \u201cfrecuentes\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Para desarrollar tal cualificaci\u00f3n de los ataques nunca est\u00e1 dem\u00e1s compartir, por medios seguros y confiables, experiencias de esta \u00edndole y contribuir a la discusi\u00f3n que ayude a generar la variedad y creatividad en las formas de atacar el dominio. Con esto <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">evitar la repetitividad que puede ser anticipada por los aparatos represivos, como tambi\u00e9n evitar caer en la monoton\u00eda como consecuencia de un estancamiento en la comprensi\u00f3n de las condiciones socio-pol\u00edticas<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\">, teniendo tan a la mano la proliferaci\u00f3n de la destrucci\u00f3n y el sabotaje en cada rinc\u00f3n de la sociedad.<br \/>\nTodo lo anterior requiere obviamente el propio reconocimiento y posicionamiento como antagonista al orden social, desestimamos posturas a medias que utilizan un discurso negador, pero no desarrollan la cr\u00edtica aut\u00f3noma en la pr\u00e1ctica.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: small\">3.- No s\u00f3lo la tecnolog\u00eda permite la profundizaci\u00f3n pat\u00f3gena de las formas de control, sino que, todas ellas, sin una legitimidad mediada por la sociedad, es sencillamente imposible.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">A prop\u00f3sito de los \u00faltimos acontecimientos, en los cuales distintas individualidades libreasociadas (individualidades tendiendo a lo salvaje) han atacado instituciones de educaci\u00f3n superior, espec\u00edficamente escuelas relacionadas con la investigaci\u00f3n nano-tecnol\u00f3gica, es que se hace necesario afilar el pu\u00f1al de la cr\u00edtica con respecto a las gigantes industrias que juega a manipular la vida.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Creemos que la lucha es la consecuencia de nuestros posicionamientos frente a las formas de vida impuestas por el poder, y legitimadas por la masa, y <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">es en el eterno devenir de la acci\u00f3n directa en donde est\u00e1 la \u00fanica posibilidad de tomar nuestras vidas como realmente nuestras<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\">. Actuamos sin l\u00edmites, sin pudor y sin ternura. A lo existente no se le puede reventar solo con las pretensiones de hacerlo. Esas pretensiones son las cl\u00e1sicas posturas de la lucha de clases. Lxs compa\u00f1erxs mexicanxs hicieron la analog\u00eda que nosotrxs mismxs ten\u00edamxs en mente, es la siguiente:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>\u201c<span style=\"font-size: small\">lxs iluminadxs o lxs predicadorxs son lxs \u201crevolucionarixs\u201d, mantenidxs por la fe la cual ser\u00eda la confianza a ciegas que tienen con que alg\u00fan d\u00eda llegue la \u201crevoluci\u00f3n\u201d, lxs discipulxs ser\u00edan lxs \u201cpotencialmente revolucionarixs\u201d, las cruzadas o las misiones ser\u00edan llevar la palabra a lxs c\u00edrculos de implicadxs en luchas verdes o anarquistas (donde seg\u00fan se encuentran lxs \u201cpotencialmente revolucionarixs\u201d) y lxs atexs o las sectas ser\u00edan lxs que no creemos en sus dogmas, ni aceptamos sus ideas como coherentes con la realidad.\u201d<\/span><\/em><span style=\"font-size: small\"> (23 de mayo, 2011)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Lxs revolucionarixs, son aquellos que se han cre\u00eddo m\u00e1s \u00e9ste cuento. El viejo cuento de que el futuro ser\u00e1 mejor, que vamos caminando hacia un mejor ma\u00f1ana, que tarde o temprano llegar\u00e1. Nada m\u00e1s alejado de la realidad. Una pregunta b\u00e1sica frente a esto ser\u00eda: \u00bfQu\u00e9 te hace pensar a ti que el futuro ser\u00e1 mejor? Y mas a\u00fan, \u00bfhay algo concreto que te lleve a pensar as\u00ed? Cuestionarnos a nosotrxs mismxs en primer lugar es primordial para cuestionar todo lo dem\u00e1s. No hay peor ciego que el que no quiere ver. En este sentido, creemos que se hace necesario para lxs compa\u00f1erxs de <\/span><em><span style=\"font-size: small\">Conspiraci\u00f3n de C\u00e9lulas del Fuego<\/span><\/em><span style=\"font-size: small\">, aclarar de qu\u00e9 forma es que se hacen llamar \u201crevolucionarixs\u201d, y en que sentido su organizaci\u00f3n (que es del todo respetable y digna) se hace llamar \u201corganizaci\u00f3n revolucionaria\u201d. Mucho m\u00e1s concretamente, que significa para ellos \u201crevoluci\u00f3n\u201d. <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">No creemos en la revoluci\u00f3n, pero si creemos que toda acci\u00f3n debe estar acompa\u00f1ada de un fuerte contenido pol\u00edtico, y ese contenido pol\u00edtico debe estar s\u00f3lidamente argumentado.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: small\"> Los hechos no hablan por si mismo, como ya lo han dicho bastantes compa\u00f1erxs en todo el planeta. Y por ello que es necesario, tomando en cuenta el llamamiento a la solidaridad internacional, que las redes de informaci\u00f3n no sean tan sectorizadas. <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">En el di\u00e1logo entre compa\u00f1erxs vamos afilando la cr\u00edtica a todo lo existente, nunca con el poder, ni con la clase pol\u00edtica, ni con el reformismo, ni mucho menos con la masa que condena todo aquello que no este acorde con la paz social.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Dicho sea de paso: la critica, es est\u00e9ril si no est\u00e1 acompa\u00f1ada por el mas dulce de los n\u00e9ctares: la acci\u00f3n directa. Es esta la que marca una ruptura esencial entre lxs falsxs cr\u00edticxs y aquellas conciencias insurrectas que se han arrojado al abismo de la nada en busca de preguntas, no de respuestas. El eterno disentir, que se funda en la infinitud de la condici\u00f3n humana, no es otra cosa m\u00e1s que la \u00fanica respuesta a la pregunta \u00bfQu\u00e9 es lo que queremos? \u00c9ste es el sentido en que lxs insurrectxs toman conciencia de su condici\u00f3n infinitamente \u00ednfima, que no es repuesta a nada, que no es gravitante para nada m\u00e1s que su propio yo. No tenemos las respuestas a las preguntas que todxs quieren responder, no sabemos a donde vamos, pero tenemos claro de donde venimos, y al lado de qu\u00e9 y de quienes estamos. SIEMPRE al lado de las personas consecuentes y no arrepentidas de sus decisiones, SIEMPRE en la vereda del enfrentamiento, y NUNCA con los tibios que han buscado satisfacer sus egos con pseudo-posicionamientos.<br \/>\n<\/span><strong><span style=\"font-size: small\">Las masas, el pueblo, la ciudadan\u00eda, la sociedad civil, las personas, la gente, lxs explotadxs, el ganado. Todos ellos son nombres de la misma cosa: \u201ccobardes\u201d.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Con lo anterior no pretendemos instaurar nada, ni una forma \u00fanica de posicionarse, ni mucho menos iluminar las conciencias. Sino simplemente exponer el punto de vista de distintas individualidades, y aportar matices a las discusiones siempre f\u00e9rtiles en la agudizaci\u00f3n de la cr\u00edtica y la ofensa a lo establecido. Ya que no somos quienes dan los disparos m\u00e1s certeros, ni lxs m\u00e1s chorxs, ni pretendemos serlo. De tal manera <\/span><strong><span style=\"font-size: small\">reivindicamos el ataque realizado a la sucursal del Banco Estado de Estaci\u00f3n Central, ubicado en la intersecci\u00f3n de la Alameda con Ecuador.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Posteriormente, y en la ma\u00f1ana del d\u00eda 1\u00ba de junio nos enteramos de lo sucedido al compa Luciano\u2026 para \u00e9l las siguientes (no s\u00f3lo) palabras:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Tortuga, t\u00fa fuiste capaz de sacar las conclusiones m\u00e1s dif\u00edciles que existen, te enfrentaste a los paradigmas m\u00e1s complicados para una persona, y a pesar de todo esto fuiste capaz de vivir con valor las consecuencias de tus decisiones, decisiones que te llevaron a portar esa carga aquella noche.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Debemos decir que cuando nos enteramos de tu \u201caccidente\u201d, un d\u00eda despu\u00e9s de haber iluminado la noche con aquellos cajeros, fue el m\u00e1s duro despertar que pudimos haber querido, el imaginar los interminables segundos que tuviste que aguantar en esa calle, nos clava el alma, grande fue el golpe que recibimos al ver c\u00f3mo la prensa festina con tu imagen, sin ninguna consideraci\u00f3n, parece no importarles las consecuencias que esto trae para tus amigxs y familiares. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Si tan solo el timer se hubiese demorado un poco m\u00e1s, no estar\u00edamos en esta situaci\u00f3n, hubiese sido otro golpe m\u00e1s a los embusteros, a los usureros, pero no se dio, sino que al contrario tu condici\u00f3n f\u00edsica fue gravemente afectada, asimismo tus cercanos arduamente hostigados por la (des)inteligencias del poder.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small\">Desde nuestro punto de vista, y aceptando las cr\u00edticas, te deseamos libre, aunque esto implique que dejes de respirar, no decimos muerte porque tu jam\u00e1s morir\u00e1s, siempre estar\u00e1s a nuestro lado golpeando a lo que tanto odiamos, es lo que cualquiera de nosotrxs querr\u00eda de habernos pasado alg\u00fan percance. No queremos que nadie sea el chivo expiatorio del poder, somos libres y como tales queremos morir, por eso escogimos el camino m\u00e1s dif\u00edcil, el camino de la guerra a lo establecido. Desde las oscuridades y las distancias llevamos en nuestros corazones tu \u00edmpetu.<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong><span style=\"font-size: small\">Mauricio Morales y Lambros Foundas viven en cada coraz\u00f3n insurrecto.<br \/>\nLibertad para lxs presxs de C.C.F. en Grecia y a lxs compa\u00f1erxs secuestradxs del \u201ccaso bombas\u201d.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong><span style=\"font-size: small\">Solidaridad con el compa\u00f1ero Theofilos Mavropoulos, que cay\u00f3 en las garras del poder al enfrentarse dignamente contra la yuta, y la solidaridad no es palabra escrita entre anarquistas.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong><span style=\"font-size: small\">Diego R\u00edos, Gabriela Curilem, el acompa\u00f1ante de Theofilos M y el compa\u00f1erx de Tortuga:<br \/>\n\u00a1\u00a1\u00a1QUE SU FUGA SEA ETERNA!!!<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><strong><span style=\"font-size: small\">Fuerza a todxs lxs secuestrados en las jaulas del poder en cualquier parte del mundo, que el fuego de esta noche llegue a sus celdas. Nadie est\u00e1 olvidado!<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"RIGHT\"><strong><span style=\"color: #ff0000\"><span style=\"font-size: small\"><em>Columnas Antag\u00f3nicas Incendiarias<\/em><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000\"><span style=\"font-size: small\"><em>.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivendicazione dell&#8217;attacco contro BancoEstado &#8211;azione effettuata nella notte tra il 31 maggio ed il 1 giugno 2011, a Santiago del Cile&#8211; dalla versione in inglese waronsociety traduzione in italiano: cenere(at)inventati.org Nota di War on Society : Presentiamo questo importante comunicato &hellip; <a href=\"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/?p=148\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1560,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,6],"tags":[32,41,46,45,44,102,31,42,43,38,47],"class_list":["post-148","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-azione","category-informalita","tag-anticivilizzazione","tag-columnas-antagonicas-incendiarias","tag-cospirazione-delle-cellule-di-fuoco","tag-diego-rios","tag-gabriela","tag-informalita","tag-its","tag-lambros-foundas","tag-luciano","tag-mauri","tag-theofilos-mavropoulos"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1560"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=148"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/148\/revisions\/149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iconoclasta.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}